La partecipazione alla procedura che prenderà il via giovedì prossimo, la mini call veloce sostegno, può essere un’ottima opportunità, l’ultima, per ottenere un ruolo in vista del prossimo anno scolastico, ma non è una possibilità da prendere alla leggera.
Le disponibilità date
Come la gran parte di queste procedure di assegnazione incarichi, infatti, sia che si tratti di incarichi a tempo determinato che indeterminato, la normativa è particolarmente severa nel caso in cui poi il docente destinatario di incarico decida di non accettare.
A poche ore quindi dall’avvio della finestra temporale utile, è bene vagliare pro e contro della partecipazione in modo da decidere se davvero si ha intenzione poi di accettare l’incarico, ponderando le conseguenze di un eventuale rifiuto in caso di destinazione non gradita.
Le 150 preferenze
Ricordiamo che partecipano a questa procedura solo i docenti che hanno presentato relativa domanda di inserimento con le max 150 preferenze. Quali sono le conseguenze e le sanzioni per coloro i quali dovessero decidere di non accettare la nomina.
Se un docente viene individuato come idoneo a ricevere l’incarico in una delle province scelte, in automatico ottiene l’assegnazione. Questo significa che non si può decidere in un secondo momento se la destinazione è gradita o meno: se il candidato l’ha inserita tra quelle possibili, deve accettarla nel momento in cui riceve l’incarico. O meglio, si può sempre decidere se accettare o meno, sapendo però che ci sono delle conseguenze.
L’esclusione da tutte le supplenze
Questo perché in caso di mancata accettazione si incorre nell’esclusione da tutte le supplenze nella propria provincia, sia da GPS che da graduatorie di istituto. Non solo: il docente sanzionato non potrà nemmeno partecipare alla procedura di interpello delle scuole. Tutta una serie di sanzioni che evidenziano come sia bene ponderare attentamente la possibilità di partecipare alla procedura.