Si profila l’ipotesi di danno erariale nei confronti del ministero per il ritardo che si sta accumulando nei pagamenti ai precari della carta del docente, nonostante le sentenze favorevoli dei giudici nei confronti degli insegnanti a tempo determinato e nonostante il ministero abbia praticamente perso tutti i ricorsi.
I 500 euro ai precari
La decisione della Corte di giustizia europea e della Corte di Cassazione di concedere questo diritto anche ai precari, definendo discriminatoria l’esclusione nei confronti di chi non è di ruolo, sembrava la svolta per l’attribuzione dei 500 euro ai precari. Una decisione confermata da una serie di sentenze favorevoli nei tribunali italiani che non lasciavano più spazio a dubbi e interpretazioni. Docenti di ruolo e precari hanno pari diritti e dunque anche i supplenti con incarichi almeno annuali devono percepire il bonus per l’aggiornamento professionale.
Il ministero non ha pagato il bonus nonostante le sentenze definitive, inevitabili sono quindi arrivati i ricorsi.
L’inadempienza dell’amministrazione, vista la mole di ricorsi, rischia di bloccare la giustizia amministrativa e la gestione di altre pratiche. Il Ministero continua ad accumulare condanne per il pagamento del bonus, cui si sommano le spese legali.
Il danno erariale
Recentemente la situazione si è sbloccata con l’approvazione di una legge che concede ufficialmente la Carta del docente anche agli insegnanti con incarichi fino al 31 agosto. Le indicazioni di Bruxelles sono finalmente state accolte, ma restano in sospeso le sentenze accumulate negli anni precedenti.
Per le casse dello Stato un debito che si accumula tra spese legali, di mora e rimborsi da saldare. I giudici del Tar Piemonte hanno direttamente trasmesso gli atti alla Corte dei Conti: si configurerebbe il rischio di danno erariale a carico dello Stato per la mancata ottemperanza alle sentenze passate.
Secondo la Corte costituzionale, “tocca al legislatore trovare i mezzi per fronteggiare gli oneri”. Nel frattempo chi ha visto riconosciuto il proprio diritto alla carta del docente continua ad aspettare.