Preferenze per cattedre intere: si può chiedere il part-time dopo aver preso servizio, anche in continuità sul sostegno

Chi sta presentando, o presenterà istanza per le 150 preferenze nei prossimi giorni, ha anche la possibilità di richiedere il part-time anche su supplenze con scadenza al 30 giugno o al 31 agosto, incluse quelle su cattedre intere. La richiesta è consentita, ma non significa che l’accettazione della modalità ridotta sia poi automatica. Come per tutti gli altri incarichi, anche per questa specifica richiesta l’autorizzazione da parte dell’ufficio scolastico dipende dalla disponibilità residua nella provincia, calcolata rispetto al tetto massimo del 25% di posti part-time previsto per quella specifica tipologia di incarico.

Vale anche sul sostegno

E’ una procedura che si applica sia al posto comune che al sostegno, con alcune differenze operative legate alla natura dell’incarico.

Una buona prassi per chi punta a questo tipo di scelta è quella di strutturare la lista delle preferenze dando priorità agli spezzoni orari, che garantiscono fin da subito un monte ore parziale. In un secondo momento si può passare alle cattedre intere, su cui si potrà eventualmente presentare la richiesta di part-time una volta presa servizio.

E’ una strategia consigliata dai sindacati che consente di assicurarsi la possibilità di accedere a un incarico annuale, allo stesso tempo incrementando le probabilità di ottenere un orario compatibile con le proprie esigenze.

La priorità al percorso educativo

Qualche possibilità in più di successo, statisticamente, la hanno gli insegnanti che cercano supplenze su sostegno: in base a quanto avvenuto negli ultimi anni, la domanda di part-time viene più frequentemente accolta rispetto al posto comune. Ma anche in questo caso non ci sono certezze. Può capitare infatti che non venga viene affidato un alunno con orario completo a un docente con contratto part-time, proprio per evitare discontinuità nel percorso educativo.

Il principio della continuità didattica è considerato prioritario, soprattutto nei casi di disabilità grave, dove l’interazione stabile con lo stesso insegnante ha un impatto rilevante sull’apprendimento e sul benessere dell’alunno.