Tra i tanti elementi che i docenti possono prendere in considerazione in vista dell’avvio delle procedure di assegnazione incarichi estive, sia inerenti le supplenze sia le immissioni in ruolo, ce n’è uno spesso poco considerato, ma che può avere la sua importanza in ottica dell’ottenimento del miglior incarico possibile: le tabelle di viciniorietà, elemento preso in esame in questi giorni da Orizzonte Scuola per un’analisi più approfondita.
La distanza tra i comuni della stessa provincia
Per tabella di viciniorietà si intendono quegli elenchi che vengono stilati e resi noti dagli Uffici Scolastici Provinciali (USP) che consentono di avere un’idea più precisa circa la distanza tra i comuni di una stessa provincia. Bisogna però fare attenzione, nella lettura e analisi di questi dati, a un elemento fondamentale: quando si parla di distanza, le tabelle non fanno riferimento a qualcosa di fisico, ma a un ordine ufficiale di “vicinanza” tra comuni inerente una serie di fattispecie, a cominciare dal rapporto per i procedimenti legati alla mobilità e alle immissioni in ruolo dei docenti.
Queste tabelle possono tornare utili anche ai docenti che tra qualche giorno inizieranno a presentare le domande per la scelta delle 150 preferenze gps. Consultando le tabelle infatti, si può comprendere meglio la distanze tra comuni. Ma non è per le gps che queste tabelle hanno un impatto significativo, quanto per la procedura di immissione in ruolo.
Il comune di partenza
Questo perché in seguito all’assegnazione della provincia, che avviene nel corso della prima fase della procedura informatizzata, la palla passerà al docente che dovrà esprimere le preferenze di sede. E’ qui che entra in gioco la scelta oculata da parte dell’insegnante che è chiamato necessariamente a selezionare un comune di partenza. Questa scelta sarà un punto di partenza utile al sistema nel momento in cui delle scuole scelte sia disponibile. Sarà l’algoritmo ad assegnare una sede seguendo la tabella di viciniorietà, a partire dal comune indicato.
Inutile selezionare il proprio comune di residenza o quello del coniuge, perché non è un fattore che garantisce alcuna priorità. Al contrario, è molto utile per aumentare le probabilità di essere assegnati vicino casa. Naturalmente compatibilmente con le disponibilità.
Ottimizzare le possibilità
Ma la funzione delle tabelle di viciniorietà non si esaurisce qui: servono anche nelle procedure di mobilità d’ufficio dei docenti perdenti posto, utilizzazioni, assegnazioni provvisorie. Possono infatti essere sempre molto utili a capire qual è la sede alternativa più “vicina” a quella precedentemente occupata o richiesta.
Consultarle quindi può essere utili nel momento in cui si procede alla compilazione della domanda per la sede, in modo da ottimizzare le possibilità di ottenere un’assegnazione favorevole.