Gli insegnanti a tempo pieno sono “part-time”. Lo sancisce il TAR per la Lombardia, con una sentenza pubblicata il 27 giugno, respingendo di conseguenza il ricorso di due genitori docenti che si sono visti assegnare un punteggio nella graduatoria per l’ammissione della figlia all’asilo nido in un comune in provincia di Milano molto basso.
Docenti di secondaria a tempo pieno
I docenti, entrambi docenti di scuola secondaria a tempo pieno, hanno ottenuto solo 3 punti in graduatoria, vedendosi negare quei 4 decisivi che dovrebbero essere riservati, da regolamento comunale, ai “nuclei familiari nei quali i genitori siano entrambi lavoratori a tempo pieno (almeno 35 ore settimanali)”.
Invece il Comune ritiene che dichiarare di essere docenti a “tempo pieno” non è sufficiente per accedere al punteggio massimo, partendo dal presupposto che l’orario di insegnamento obbligatorio per i docenti di scuola secondaria è di 18 ore settimanali.
Il Tar ha dato ragione al Comune, dal momento che l’impegno orario effettivo dei docenti di scuola secondaria è “variabile in funzione del tipo di scuola, della materia insegnata e dell’anzianità”. In altre parole, non è semplice stabilire le effettive ore lavorate.
L’impossibilità di dimostrare
I ricorrenti, entrambi docenti di scuola secondaria, sono considerati quindi lavoratori part-time. Il problema è trovare un metodo per certificare l’orario lavorativo effettivo: “Come facciamo a dire quante ore lavoriamo a settimana? Il TAR avrebbe dovuto considerare l’impossibilità di certificare le ore effettivamente svolte” spiega uno dei docenti.
Una sentenza che evidenzia ancora una volta la condizione equivoca nella quale si trovano spesso i docenti, ancora impossibilitati a ottenere, dal punto di vista lavorativo e stipendiale, i giusti riconoscimenti che la loro professione meriterebbe.
Una senteza che a suo modo farà disucutere e che probabilmente porterà il ministero a dover fare una riflessione, per colmare nel minor tempo possibile quella che si è dimostrata un’evidente lacuna di cui probabilmente faranno le spese prima o poi anche altri docenti, in situazioni simili.
