Assunzioni docenti religione cattolica 2025: ci saranno 1.276 posti in più in modo da stabilizzarne 4500 a settembre

Aumentano i posti disponibili per le immissioni in ruolo relative all’insegnamento della religione cattolica in vista del prossimo anno. I dati sono emersi nel corso di un incontro tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e sindacati. E’ stata l’occasione per approfondire lo schema di decreto interministeriale sugli organici regionali per l’insegnamento della religione cattolica in vista della ripresa delle lezioni di settembre.

L’organico complessivo è in aumento

La buona notizia è l’incremento dell’organico complessivo. Lo schema ha evidenziato anche l’implementazione di procedure straordinarie rivolte a migliaia di docenti in attesa di stabilizzazione.

Non si tratta ancora di un decreto definitivo, ma nelle prossime settimane Ministero dell’Economia e Finanze e Pubblica Amministrazione forniranno un quadro certo. L’idea alla quale si sta lavorando è quella di costituire posti di insegnamento con contributi orari di gradi di istruzione differenti. Comune denominatore dovrà però essere l’implementazione di quote orarie dello stesso ruolo regionale. In vista del prossimo anno scolastico, la dotazione organica sarà di 23.792 unità.

Il contingente previsto

Questo significa che dal 2025/26 si potrà contare su un organico potenziato di 1.276 posti rispetto allo scorso anno. Un contingente che va a rinforzare quello composto da 6.428 già assegnati alle procedure straordinaria e ordinaria.

Il totale sarà recuperato mediante scorrimento delle graduatorie ad esaurimento previste per le procedure straordinarie.

L’obiettivo di ministero e soprattutto dei sindacati è fare in modo che dal primo giorno del nuovo anno scolastico possono essere immessi in ruolo i 4.500 docenti presenti nelle graduatorie delle procedure straordinarie. Bisogna però già mettere in preventivo che alcune regioni possano andare oltre questa data. In questo caso si già pensato a una retrodatazione giuridica al 1° settembre 2025, in modo da non frustrare la continuità del servizio e la stabilizzazione del personale.

I numeri finali

Quando si ragiona circa il totale delle cattedre messe in preventivo dal decreto, bisogna considerare che potrebbe essere leggermente difforme dal numero finale di docenti che prenderanno effettivamente in servizio. Il motivo è che parte delle cattedre della quota del 30% destinata agli incarichi annuali inevitabilmente andrà asseganto su orario parziale.