Niente da fare, almeno per il momento, per i buoni pasto riservati a docenti e ata e in generale a tutto il personale scolastico. La proposta è stata bocciata dalla VII Commissione del Senato, con la decisione di respingere l’emendamento 2.0.4 presentato da Anief.
Trattativa rinviata
Non ci sono i soldi necessari, questa la motivazione di fondo, per sostenere un provvedimento di tale portata. Una battaglia persa che non impedisce di provarci ancora: si era cercata la via breve dell’emendamento, ma la proposta sarà ripresentata in sede di contrattazione. A rendere ottimista il sindacato, il fatto che ci sia da seguire un precedente modello adottato per la formazione retribuita nel contratto del 2019-2021.
Il problema delle risorse aggiuntive potrebbe essere superato, come nel precedente cui si fa riferimento, inserendolo nel contratto e collegato al fondo di istituto. Si tratta di un fondo finalizzato a coprire diverse voci di spesa, ma che può essere sfruttato per finanziare i buoni pasto, superando le difficoltà economiche attuali.
13 euro a prescindere dall’orario di lavoro minimo
D’altra parte i sindacati promotori di questa iniziativa se ne sono già preoccupati presentando la richiesta durante i tavoli negoziali. In questo modo sarà possibile ottenere il riconoscimento del diritto per docenti e personale Ata a livello contrattuale, in modo da attuarlo nell’ambito del secondo livello di contrattazione, in funzione delle disponibilità economiche“.
L’assenza di buoni pasto per il personale scolastico rappresenta un difetto di diritto importante, considerato che ne beneficiano altri comparti della pubblica amministrazione, addirittura chi lavora in smart working.
La richiesta di Anief è di 13 euro al giorno, ma la contrattazione definitiva avverrà in sede di approvazione del contratto. Nel caso no ci siano risorse sufficienti per l’erogazione integrale, si procederà comunque con il tentativo di approvazione del principio.
L’intenzione è slegare il diritto del buono pasto da criteri di presenza fisica o orario lavorativo minimo. Secondo le intenzioni di Anief, ogni lavoratore, indipendentemente dalla mansione (docente, ATA, educatore) o dalla modalità di lavoro (in presenza o in smart working), dovrebbe poterne beneficiare.
