Docenti e sindacati contro il DM 32/2025 sulla conferma dei docenti di sostegno
Docenti e sindacati sono sul piede di guerra per la nuova normativa introdotta dal Ministero dell’Istruzione che consente alle famiglie degli studenti con disabilità di chiedere la conferma del docente di sostegno, anche se non è specializzato e senza tenere conto delle posizioni in graduatoria.
Ricorso al TAR Lazio: sindacati contrari alla norma
In queste ore è arrivata la notizia del ricorso al TAR Lazio presentato da FLC CGIL, Anief e Gilda Unams, che considerano il provvedimento illegittimo, incostituzionale e contrario agli obiettivi del Ministero, ovvero migliorare la continuità didattica.
Moige favorevole: più centralità alle famiglie
Ma non tutti condividono la posizione dei sindacati. Tra gli oppositori del ricorso c’è il Movimento Italiano Genitori (Moige), da sempre attento alle esigenze dei minori, che si è espresso a favore del DM 32/2025.
Secondo il Moige, la nuova normativa rafforza il ruolo delle famiglie nel percorso educativo dei figli con disabilità, dando loro l’opportunità di richiedere la conferma di un insegnante già conosciuto e ritenuto adatto.
La posizione del Moige: continuità didattica e benessere dello studente
Per il Moige, il provvedimento va letto dal punto di vista delle famiglie, non dei docenti o dei sindacati che temono possibili scavalchi in graduatoria.
Come ha sottolineato Antonio Affinita, direttore generale del Moige, i genitori conoscono meglio di chiunque altro le esigenze specifiche dei propri figli.
La possibilità di richiedere la conferma del docente, secondo Affinita, permette di tutelare la continuità didattica, mantenendo un rapporto di fiducia e stabilità educativa che è essenziale per lo sviluppo degli alunni con disabilità.
Preoccupazioni dei sindacati: rischio clientelismo
Secondo i sindacati e i docenti contrari alla norma, la conferma del docente su richiesta della famiglia rappresenta una minaccia alla libertà di insegnamento e potrebbe favorire forme di clientelismo.
Temono inoltre che la norma possa creare situazioni di ingiustizia tra colleghi, laddove un docente venga escluso in favore di un altro con punteggio inferiore.
La voce della FISH contro il ricorso
A sostegno del DM 32/2025 si è espressa anche la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), che ha definito la scelta dei sindacati di ricorrere al TAR come motivo di “profonda contrarietà”.
La FISH sottolinea che l’obiettivo primario deve restare il benessere e la continuità educativa dello studente, soprattutto in presenza di disabilità.