Stipendio operatore scolastico: solo 25 euro in più al mese non sembrano sufficienti per allettare al passaggio di ruolo

Lo stipendio annuo base di un operatore scolastico sarà di 16.826 euro, con un incremento di circa 25 euro netti al mese rispetto a quello percepito da un collaboratore scolastico. L’aumento lordo annuo sarà di circa 595 euro. Questo nuovo profilo professionale sarà introdotto dal 2026/27 attraverso la mobilità verticale, permettendo ai collaboratori scolastici di accedere a una progressione di carriera.

I requisiti

Il Ministero ha proposto un organico di 42mila operatori scolastici, prevedendo almeno un’unità per ogni plesso. Per partecipare alla mobilità verticale, i candidati dovranno soddisfare determinati requisiti, tra cui il possesso di un attestato di qualifica professionale con almeno cinque anni di servizio nell’area dei collaboratori scolastici o, in alternativa, il diploma di scuola secondaria di primo grado con almeno dieci anni di esperienza lavorativa.

Le mansioni dell’operatore scolastico saranno quelle indicate dal CCNL 2019/21 e comprenderanno accoglienza e sorveglianza degli alunni, pulizia degli ambienti scolastici, vigilanza durante i pasti nelle mense, assistenza igienico-sanitaria agli alunni con disabilità, custodia dei locali scolastici e collaborazione con il personale docente e amministrativo.

Aumento non sufficiente

La questione è stata al centro della riunione del 27 marzo tra Ministero e Sindacati, che hanno discusso anche dei nuovi criteri per la formazione dell’organico ATA. L’introduzione dell’operatore scolastico rappresenta un passo significativo nella riorganizzazione del personale scolastico, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei servizi offerti dalle scuole, ma la differenza di stipendio rispetto al collaboratore, rispetto agli impegni in più previsti, non sembra sufficiente a rendere allettante questa nuova figura professionale.

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