Il ministero dovrà necessariamente prendere in considerazione la possibilità di riaprire le graduatorie Gps nel 2025, con un provvedimento straordinario, considerata a mobilitazione delle ultime settimane che ha portato i precari a raccogliere già 50mila firme per fare richiesta ufficiale a Valditara.
Gli elenchi aggiuntivi non bastano
L’aggiornamento delle Gps è biennale, con l’ultimo aggiornamento nella primavera del 2024 e il prossimo previsto nello stesso periodo del 2026. Quest’anno è prevista solo la riapertura degli elenchi aggiuntivi, ma non sarebbe abbastanza. Per questi i precari stanno chiedendo al ministero di pensare a una riapertura straordinaria nella prossima primavera.
Per il momento da parte del ministero non c’è alcuna risposta ufficiale ma solo una riflessione. Ma quali sono i motivi che stanno spingendo i precari a formulare questa richiesta? Innanzitutto per l’esaurimento delle graduatorie. Infatti in molte province si sta verificando la circostanza di liste non sono sufficienti a coprire le cattedre, soprattutto per materie STEM e nel primo ciclo.
Vuoto strutturale
A questo si deve aggiungere che questa condizione comporta il rischio per molti precari di restare esclusi dalle supplenze fino al 2026, anno in cui al momento è prevista la riapertura delle graduatorie. Una situazione che complica ancora di più una condizione già di per sé difficile a livello lavorativo.
Non solo i docenti a pagarne le conseguenze ma le stesse scuole e tutto il sistema italiano, considerato che i nuovi pensionamenti e la mancanza di nuovi ingressi creano un vuoto strutturale. Per questo i precari stanno spingendo per una riapertura straordinaria nel 2025 per inserire nuovi aspiranti e aggiornare i punteggi. A questo sarebbe opportuno unire nuovi percorsi di stabilizzazione per valorizzare il servizio svolto.
50mila firme
Le firme raccolte per chiedere al ministero la riapertura delle graduatorie Gps è arrivato a quota 50 mila. Già la scorsa estate un emendamento proponeva la trasformazione delle graduatorie da biennali ad annuali, ma non passò. Vedremo se questa sarà la volta buona.