Scuola

Tfa sostegno 2024: dove ci sono meno posti si moltiplicano i TFA, che invece risultano pochissimi dove il numero di posti è maggiore

E’ polemica sulla politica di distribuzione dei posti in vista del prossimo Tfa sostegno. In un momento in cui è richiesta maggiore attenzione nei confronti dell’ambito del sostegno all’interno del mondo della scuola, da parte dei sindacati ci si aspettava maggiore attenzione da parte del ministero per quel che riguarda la logica di distribuzione dei posti nell’ambito del territorio nazionale.

Tfa in avvio

Ricordiamo che i prossimi percorsi TFA per i docenti verranno avviati la prossima primavera. Nello specifico è il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio a sottolineare alcune incongruenze.

“E’ ai limiti della follia la discrasia tra i posti disponibili e i candidati ammessi, perché avviene che laddove ci sono meno posti si moltiplicano i TFA, che invece risultano pochissimi dove il numero di posti è maggiore.

Quanto emerge dai dati è eclatante se per esempio si confronta la Lombardia, dove per il sostegno alla scuola primaria ci sono 171 candidati per 4111 posti, con la Sicilia, dove, a fronte di 51 posti disponibili, ci sono ben 3357 candidati.

Le conseguenze delle scelte del ministero

Queste sono le premesse perché si verifichino due situazioni nefaste, ovvero cronicizzare la mancanza degli insegnanti di sostegno e il protrarsi della girandola degli spostamenti dal Sud al Nord e viceversa.

Pertanto la Gilda degli Insegnanti intende ribadire la sua denuncia di un sistema farraginoso e privo di qualsiasi programmazione che si dovrebbe basare sulla realtà territoriale, che danneggia sia alunni che docenti: i docenti che lavorano nelle regioni del Nord e che non hanno la possibilità di conseguire la specializzazione e quelli invece del Sud che dopo aver speso anche 3-4mila euro per specializzarsi, vedranno le loro speranze infrangersi di fronte alla cruda realtà dei numeri.

Le ripercussioni sugli studenti

E, non per ultimi, i ragazzi, che necessitano di sostegno e a cui verranno assegnati docenti non formati e che, inoltre, cambieranno di anno in anno, in seguito alle nomine di un algoritmo altrettanto disastroso quanto la distribuzione dei posti di sostegno.

Qui il grande assente è il Ministero dell’Università, che non effettua, evidentemente, né una programmazione adeguata, né una distribuzione dei posti. Qualcuno comincia a chiedersi se questo Ministero abbia un motivo reale di esistenza”.

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