Nella giornata della firma sul rinnovo del contratto scuola, c’è delusione per le cattive notizie che arrivano sul fronte della proroga dell’organico ATA PNRR e Agenda SUD. Il Ministero ha annunciato ai sindacati che non ci sarà alcun nuovo contratto per i collaboratori. L’unica strada percorribile è quella di reperire nuove risorse.
Contratti già stipulati
C’erano ben altre aspettative in merito all’incontro al Ministero dell’Istruzione e del Merito con i sindacati per cercare una soluzione sui contratti ATA a tempo determinato PNRR e Agenda Sud. Uil Scuola Rua annuncia che secondo il Ministero non è possibile attivare nuovi contratti per il profilo del collaboratore scolastico. Il motivo è burocratico, e cioè che si tratta di proroghe su contratti già stipulati fino al 31 dicembre.
Per questo, i fondi sono connessi alla persona nominata fino al 31 dicembre e non alle risorse stanziate. L’alternativa sarebbe rappresentata dall’introduzione eventuale di un nuovo strumento legislativo che cambi l’obiettivo, in termini di continuità della supplenza, voluto dal legislatore.
Proroghe fino a fine anno
Lo scopo resta comunque quello di procedere con le proroghe fino alla fine dell’anno, sia per i collaboratori che per gli assistenti. Una soluzione per arrivare a questo obiettivo comune potrebbe essere quello di emanare un nuovo decreto PNRR per ripartire ulteriori risorse per gli assistenti e anche per i collaboratori scolastici. La possibilità è allo studio del governo che intende stanziare nuove risorse.
Per gli assistenti amministrativi e tecnici il canale di finanziamento è il Decreto legge n. 145/2023 convertito in Legge n. 191/2023 con risorse non a carico dello Stato ma previste dal PNRR. La norma prevede l’attivazione di nuovi incarichi di personale amministrativo e tecnico secondo il finanziamento stabilito.
Un problema di tempistiche
Il Ministero deve separare queste risorse dalla contabilità speciale. In questo modo il personale verrebbe pagato direttamente dal MEF. Il problema è sempre quello delle tempistiche, che per procedure di questo genere non sono brevi e che mal si conciliano con la necessità di risolvere al più presto la questione delle proroghe.