Scuola

Concorso straordinario 2023: per ITP e laureati senza i 24 CFU entro ottobre 2022 ma con almeno 3 anni di servizio percorso che richiede il conseguimento di 60 CFU

Ancora molti punti da chiarire in merito ai dettagli di partecipazione al prossimo concorso straordinario, e il fatto che manchi molto poco alla sua attuazione in estate e che il bando non sia ancora stato ufficializzato non fa che confermare una certa sensazione di incertezza che presta il fianco alle critiche dei sindacati, scettici sin dalla prima ora sull’opportunità di dare priorità a un concorso per risolvere il problema del precariato.

Il conseguimento dei Cfu

Uno dei temi al centro del dibattito di questi giorni riguarda la necessità di capire come il ministero intende procedere per ITP e laureati che non hanno conseguito i CFU entro ottobre 2022.

Per i ITP e i laureati senza i 24 CFU entro ottobre 2022 ma con almeno 3 anni di servizio il ministero intende procedere con l’attuazione di un percorso che dovrà dare seguito alle disposizioni contenute nel DPCM. L’obiettivo finale è consentire ai candidati di ottenere i 60 CFU. Questo consentirà loro di pendere parte ai prossimi concorsi per l’immissione in ruolo.

C’è poi la questione dei candidati che non sono in possesso dei 3 anni di servizio e dei requisiti dei 24 CFU. Per loro saranno chiuse le porta della partecipazione a questo concorso straordinario ter. Avranno a disposizione il percorso che viene sancito dal DPCM e che prevede il possesso di 60 CFU e la partecipazione ai futuri concorsi.

Assunzioni a settembre 2024

Solo comprendendo a pieno i contenuti del DPCM si potrà valutare come accedere al concorso se si fa parte di queste categorie di docenti.

Il Ministero ha annunciato che il bando del concorso straordinario ter per le assunzioni nel settore dell’istruzione potrebbe essere pubblicato durante l’estate. Tra l’uscita del bando, il periodo di iscrizione dei candidati, la formulazione e lo svolgimento delle prove, passeranno diversi mesi. Pertanto, se tutto procederà senza intoppi, le assunzioni dai vincitori di questo concorso straordinario non avverranno prima di settembre 2024.

70mila stabilizzazioni

Per quanto riguarda le prove del concorso, che andrà a coprire una parte delle 70.000 assunzioni richieste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), potrebbe essere adottato nuovamente il formato a risposta chiusa. Nell’ordinario del 2020, questo tipo di test ha creato diversi problemi, tanto che il Ministero ha dovuto intervenire con correzioni e ammissione di errori all’interno dei quiz. L’utilizzo di test a risposta chiusa potrebbe consentire tempi di correzione più rapidi, soprattutto considerando il previsto elevato numero di partecipanti.

Il concorso straordinario ter rappresenta una delle risposte del governo per soddisfare le numerose assunzioni richieste dal PNRR nel settore dell’istruzione. Si prevede che siano coinvolte circa 70.000 posizioni lavorative nel complesso. E’ necessario attendere il bando ufficiale per conoscere tutti i dettagli e i requisiti richiesti ai candidati.

Le tempistiche delle prove

Oltre alle tempistiche e alle modalità delle prove, un altro aspetto fondamentale che verrà definito nel bando riguarda i requisiti di ammissione al concorso. Sebbene al momento non siano ancora disponibili informazioni precise, è probabile che sia richiesta un’esperienza lavorativa di almeno un determinato numero di mesi o il possesso di un certo numero di crediti formativi universitari (CFU). Sarà inoltre necessario essere in possesso del titolo di studio richiesto per la classe di concorso a cui si intende partecipare, come la laurea magistrale o specialistica o il diploma per gli Istituti Tecnici Professionali (ITP).

Si stima che il concorso straordinario ter coprirà circa la metà delle 70.000 assunzioni richieste dal PNRR, quindi si ipotizza che saranno banditi circa 35.000 posti di lavoro.

La riforma Banchi in sospeso

Oltre alle novità riguardanti il concorso straordinario ter, si è ancora in fase transitoria del reclutamento nel settore dell’istruzione. Questa fase precede l’attuazione della riforma Bianchi prevista dal decreto-legge 36, che diventerà legge con la legge 79/2022.