Scuola

Aumento stipendi docenti e ata: incentivi formazione non prima del 2027

Non c’è compatibilità tra gli aumenti di stipendio correlati all’aggiornamento professionale dei docenti previsti dalla nuova riforma del reclutamento, contestatissima, e gli aumenti contrattuali che i docenti aspettano da anni. Per un motivo temporale abbastanza semplice: queste somme forfettarie, e difficilmente continuative, non arriveranno prima del 2027 e non riguarderanno tutti gli insegnanti.

Sindacati pronti allo sciopero

In questo senso i sindacati sono sull’attenti, per evitare che questa prospettiva rallenti ulteriormente un rinnovo contratto e un aumento degli stipendi già risicato, e già abbondantemente in ritardo.

Per questo i sindacati sono pronti allo sciopero. Il segretario dalla Uil Scuola Fvg, Ugo Previti spiega che “in due anni di pandemia la scuola ci è sempre stata, il personale ha sempre lavorato, anche con la didattica a distanza ci si è arrangiati con i mezzi che avevano, anche il personale ausiliario. Il personale della scuola ha fatto un ottimo lavoro, però spesso è bastonato, negli stipendi, con il nuovo decreto, e perché c’è un calo del personale”.

Contratto scaduto da oltre tre anni

La riforma del reclutamento docenti, inserendo la questione relativa agli incentivi legati all’aggiornamento professionale, ha toccato un nervo scoperto: quello del contratto scaduto da quasi tre anni e mezzo che impedisce la riduzione del gap salariale rispetto ai parametri europei.

Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha ammesso che “senza aumento dei salari dei lavoratori ci sarà una crisi sociale e se non c’è ripresa della capacità di acquisto ci sarà una drammatica caduta della domanda interna”.

Secondo il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, urge uno scostamento di bilancio “perché è il momento che chi si è arricchito e ha di più metta mano al suo portafoglio e dia a chi ha meno”.

Riforma sul reclutamento insoddisfacente

Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri: “Se ci sono interventi adesso, devono essere destinati a salari e pensioni, poi a tutto il resto”.

Secondo il deputato del M5S Luigi Gallo, ex presidente della VII commissione della Camera, “senza un forte aumento stipendiale di tutti i docenti ogni riforma sul reclutamento e formazione è acqua fresca e non aumenta né merito, né qualità”.

“L’Italia deve decidere se può affrontare il ventunesimo secolo come la cenerentola dell’Europa o investire sulla conoscenza”, ha concluso Gallo.