Scuola

Pensioni scuola 2022: 75mila cattedre da coprire in estate, ecco come

Sono bassi i numeri relativi al numero di insegna che hanno fatto domanda di pensionamento e lasceranno la loro cattedra vacante dal 1° settembre in vista dell’inizio del nuovo anno. Sono poco più di 24mila, dunque due terzi rispetto alle 36mila richieste di un anno fa. Sono gli effetti del passaggio da quota 100 a quota 102. Ma anche della speranza che arrivino istituti più favorevoli di accesso alla pensione con una riforma ancora attesa ma ancora in stand by.

Difficile rinunciare a parte dell’assegno

Il ristretto numero di richieste di pensionamento non sorprende affatto il Governo, che aveva messo in conto la possibilità di una riduzione delle richieste di pensione. Che inevitabilmente limitano la possibilità di inserimento di nuovi insegnanti per prendere il posto di chi doveva andare in pensione.

E’ l’effetto di quota 102 (64 anni d’età e 38 di contributi) ma non solo, con cui vengono posticipati i requisiti. Non solo le mancate riforme pensionistiche: anche, secondo il Sole 24 Ore, gli effetti della pandemia che spingono in molti a voler conservare il proprio stipendio, inevitabilmente più alto della pensione, soprattutto in caso di soluzioni anticipate.

Opzione donna

E’ il caso di opzione donna, che riduce sensibilmente l’assegno che si andrebbe a percepire, spingendo molti insegnanti ad attendere la soglia di vecchiaia dei 67 anni o i 42 anni di contributi in modo da percepire un assegno massimo.

Tra le regioni con le percentuali più alte rispetto a un anno fa c’è il Veneto (-40%), la Sardegna (-39%) e le Marche (-38%) mentre a livello di numeri si registra il -1874 della Lombardia e il -1373 della Sicilia.

Come verranno coperte le cattedre?

Il numero di pensionamento è direttamente proporzionale alle cattedre da coprire e dunque alle assunzioni per la prossima estate. Alle circa 50mila cattedre scoperte dall’inizio dell’anno scorso, si aggiungono i circa 24mila pensionamenti. Il totale diventa dunque di 75mila docenti da assumere quest’estate. Verranno assunti tramite concorsi ordinari in corso, ma l’alto numero di bocciati non è il miglior viatico per auspicare una copertura soddisfacente.

Le stime parlano di 31mila promossi su 107mila domande presentate per i posti di infanzia e primaria e di percentuali fino al 90% di bocciati per la secondaria.