Scuola

Doppio canale di reclutamento: corso per il ruolo per chi è in seconda fascia senza abilitazione

Senza il ripristino del doppio canale di reclutamento, il problema del precariato difficilmente verrà risolto a breve. Lo sostiene parte del mondo politico e lo sostengono con forza, da tempo, i sindacati. In primis Aief, e Marcello Pacifico, intervistato da Orizzonte Scuola, rilancia il tema.

Corso per chi è senza abilitazione in seconda fascia

Sul reclutamento degli insegnanti, Pacifico spiega che “l’emendamento approvato al Milleproroghe, con l’ennesimo concorso riservato, non risolve il problema del precariato”, perché non si ripristina “a pieno regime il doppio canale di reclutamento. Questa volta estendendolo alle GPS. Per chi fosse senza abilitazione in seconda fascia, si potrebbe prevedere un corso durante l’anno di prova per avere la conferma in ruolo”. Sulla “disparità di trattamento tra personale precario e di ruolo”, il presidente ricorda che il Testo Unico del 1994 “non è cambiato. E non è cambiata la norma che penalizza i neoimmessi in ruolo che ha portato all’abolizione del primo gradino stipendiale. Continuano a permanere inoltre i vincoli sulla mobilità”.

Organico Covid trasformato in organico di diritto

I problemi della scuola non si esauriscono certo al tema del reclutamento, ma riguardano anche le problematiche messe a nudo, ancora di più, dall’emergenza Covid. Problematiche cui si è provato a porre rimedio con l’istituzione dell’Organico Covid, ottima iniziativa che però si è trasformata in un boomerang nel momento in cui il rinnovo fino alla fine dell’anno scolastico è stato negato, almeno per il momento.

Ripristinare 50mila assunzioni

Per legge può essere prorogato fino al termine delle lezioni. Sul verbo potere abbiamo suggerito un emendamento al Sostegni ter per sostituire il verbo con dovere. Oggi siamo al melodramma perché da una parte le scuole hanno bisogno di questo personale, dall’altra parte non ci sono le risorse per il personale fino a giugno.
Questo organico deve essere inserito in maniera strutturale in organico di diritto. Le scuole hanno avuto un taglio di 250 mila posti negli ultimi 13 anni, bisogna ripristinarne almeno 50 mila: è il minimo che si possa fare. E questo anche al di là del covid e di ogni emergenza, come ora con la guerra e l’accoglienza dei bambini ucraini. La scuola deve essere al centro dell’attenzione sempre, non a parole, coi fatti, altrimenti rimangono solo belle promesse.