Graduatorie di Istituto

Niente aggiornamento graduatorie 2022: chi pagherà il prezzo più alto

La decisione di rinviare l’aggiornamento delle Gps, graduatorie provinciali e di istituto per le supplenze, sta facendo molto discutere. Non è stato certo un fulmine a ciel sereno, ma in qualche modo ha spiazzato la manifestazione di volontà del Ministero propone di far slittare l’aggiornamento e i nuovi inserimenti all’anno scolastico 2023/24.

Una decisione che spiazza tutti

Questo significa che resterebbero valide le graduatorie già utilizzate per il biennio 2019/20 e 2020/21, lasciando negli elenchi aggiuntivi gli specializzati. La conseguenza è che si dovrebbe fare ampio ricordo agli incarichi dalle MAD. Strumento utilissimo, ma il cui abuso non è mai un buon segnale.

In molti si sono chiesti da cosa dipende questa decisione del Ministero di rimandare l’aggiornamento delle GPS. La motivazione si lega a doppio filo all’emergenza sanitaria. Il Regolamento proposto non è di breve attuazione, considerato che deve anche passare per il Consiglio di Stato. I tempi potrebbero portare a ridosso dell’avvio del nuovo anno scolastico, fino a quando si dovesse arrivare al testo completo. Quindi nel frattempo serve una soluzione ponte.

Confronto tra ministero e sindacati

Si tratta infatti di un testo ancora in bozza, che richiederà ancora confronti tra Ministero e sindacati. Nel caso in cui venissero bloccati i punteggi definiti nel 2020, per poi modificarli in seguito ai controlli effettuati in questi anni dalle segreterie scolastiche e dagli Uffici Scolastici, con il risultato di elenchi differenti da quelli originali, sarebbe impedita la possibilità di procedere a spostamenti di provincia.

L’idea originaria era di assegnare durata di due anni alla scelta della provincia da parte dei docenti attualmente inseriti nelle GPS. Durata che alla luce del ministero di prorogare l’aggiornamento Gps, diventerebbe di tre anni. Un tempo non indifferente per lasciare bloccata la scelta della provincia.

Fuori i neolaureati

Un altra conseguenza della mancata riapertura delle GPS è il lasciare fuori i neo laureati dalla graduatoria. Questa decisione lascerebbe fuori tutti i docenti che hanno conseguito il titolo di accesso dopo il 6 agosto 2020. Resterebbero fuori anche coloro i quali pur essendone già in possesso, non si erano iscritti.

La possibilità di rimandare l’aggiornamento Gps non piace ai sindacati: “È un’ipotesi che nemmeno vogliamo prendere in considerazione – ha dichiarata Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché il mancato aggiornamento non è la normalità, non è quello che si aspettano i supplenti della nostra scuola”.

Il loro aggiornamento – ricorda Pacifico – è biennale, c’è un principio di affidamento da parte di tutto il personale ed è arrivato il momento che i precari possano aggiornare la provincia di collocazione e aggiornino anche i titoli. È necessario non cambiare le regole in corsa”.