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Scuola

Green Pass scuola: tampone non più valido per la certificazione verde?

Potrebbero esserci importanti novità per quel che concerne la regolamentazione del Green Pass scuola, e in generale dell’uso e dell’obbligo di certificazione verde imposta dal Governo nell’ambito delle misure volte a limitare il diffondersi del contagio. Misure che per il momento sembrano riuscire a dare i loro frutti, considerato che si può dire che l’Italia sia tornata a una condizione di normalità per quel che concerne la vita sociale e lavorativa. Cosa che non si può dire di molti altri Paesi, che potrebbero a breve seguire proprio l’esempio del Governo Draghi.

Addio al tampone per avere il Green Pass

In ogni caso un aumento del numero di contagi si sta comunque registrando, e per evitare che i numeri diventino preoccupanti, il Governo pensa a nuove regole più stringenti per spingere la popolazione a vaccinarsi.

Una delle possibilità, che però fa molto discutere, è quella di escludere i tamponi dal Certificato verde. Quindi, non basterà più un tampone negativo per avere il Green pass, ma sarà indispensabile essere vaccinati o essere guariti. Un’ipotesi che presterebbe il fianco a nuovi ricorsi, se si considera che una delle più recenti pronunce del Tar, si esprimeva a favore della legittimità del Green Pass, proprio perchè non obbliga al vaccino, ma lascia aperta alla possibilità di sottoporsi al tampone.

L’ordinanza del Tar del Lazio

L’ordinanza del Tar Lazio è inerente un ricorso basato sulla presunzione di illegittimità di una normativa sul Green Pass. Al tempo stesso, però, il tampone non può essere gratuito, eccezion fatta per il personale fragile esentato da vaccinazione.

Non è stata dunque accolta la tesi “secondo cui la normativa in esame, nell’imporre il requisito del possesso della certificazione verde, introduca in via diretta o mediata un obbligo vaccinale. Difatti, la vaccinazione, alla luce della normativa vigente, è un atto di carattere facoltativo, fatta eccezione per alcune categorie particolarmente esposte, quali la categoria dei sanitari gravati dall’obbligo specifico, qualora non intendano essere adibiti a mansioni che non comportino un contatto con il pubblico. Al di fuori dei casi sovraesposti, non può perciò ritenersi sussistente alcun profilo di obbligatorietà della vaccinazione in quanto la procedura pone l’alternatività, a carico dei soggetti destinatari della norma, tra il possesso della certificazione verde e la sottoposizione a test molecolari o antigenici rapidi ai fini della mancata sottoposizione alle sanzioni previste“. Se venisse meno il tampone come alternativa, cambierebbe tutto.

Leggi anche: Green pass scuola: nuova sentenza Tar, atto facoltativo, non obbliga alla vaccinazione

Si accelera per la terza dose

Proprio sul fronte vaccini, il Governo Draghi spinge per la terza dose, senza dimenticare il tentativo di raggiungere quasi sette milioni circa di italiani che potrebbero vaccinarsi ma che non si sono ancora sottoposti alla prima dose di vaccino.

A dicembre ci saranno i richiami per chi ha più di 40 anni. Lo scopo è però raggiugere tutti gli italiani con la terza dose non appena possibile. L’ipotesi più probabile è ampliare a tutte le fasce di età a inizio 2022. Per questo si sta pensando di ridurre la durata del Green Pass da 12 mesi dall’ultima inoculazione, a 9 mesi, per evitare che per alcuni la terza dose arrivi troppo tardi.

Per quel che riguarda i tamponi, si pensa di ridurre la validità del test molecolare da 72 a 48 ore e di quello antigenico da 48 a 24 ore.

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