Sciopero scuola in vista: rinnovo contratto, organico Covid e carta docente, tutti i motivi
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Sciopero scuola in vista: rinnovo contratto, organico Covid e carta docente, tutti i motivi

Sciopero in vista per il mondo della scuola: i sindacati (FLCGIL, UIL, SNALS, GILDA) proclamano lo stato di agitazioni in virtù di una serie di criticità ancora irrisolte e per le quali il tempo sembra essere scaduto. Il confronto con il Governo non ha portato i risultati sperati, e per questo la tensione si fa sempre più alta.

Rinnovo contratto docenti

Il primo punto sul quale i sindacati non intendono più soprassedere è il rinnovo del contratto scuola, che dovrà essere rivisto dal punto di vista normativo e retributivo. Un contratto scaduto ormai da tre anni, e che sembra procedere verso la direzione di un adeguamento assolutamente insufficiente rispetto alle esigenze dei docenti. I fondi stanziati nella legge di bilancio 2022 non soddisfano i sindacati, che non sono assolutamente intenzionati a scendere a compromessi e a mettere l’ok sulla trattativa. Viene richiesto anche l’impiego di risorse aggiuntive per ridurre il divario esistente tra le retribuzioni del settore, a parità di titoli di studio, alla media di quelle del comparto pubblico e in prospettiva alla media dei paesi europei.

Bonus carta docenti anche a precari e Ata

Altro tema sul quale i sindacati insistono è l’estensione della card docenti al personale precario e al personale educatore ed Ata. Il bonus di 500 euro non viene concesso a chi non ha un contratto di ruolo a tempo indeterminato. Ma in questo modo il Governo dimentica o finge di ignorare che i supplenti svolgono un ruolo continuativo e fondamentale nel mondo della scuola e che dunque il loro aggiornamento è importante quanto quello dei colleghi che hanno un contratto stabile.

Proroga contratto Covid

Altro tema scottante è la proroga al 30 giugno 2022 dei contratti docenti e Ata sul cosiddetto “organico covid”. Se per i docenti sembra ormai cosa fatta il rinnovo, con fondi già stanziati, ancora tutta da giocare la partita relativa al rinnovo degli Ata. Che per il momento sembrano assolutamente esclusi dall’impiego di fondi utili a prolungare il contratto Covid, e che dunque vedranno il loro rapporto di lavoro interrompersi al 30 dicembre 2021, con licenziamenti in massa all’orizzonte che metteranno in crisi i lavoratori stessi e la scuola.

Altri temi scottanti

C’è anche il tema della necessità di rendere disponibile in via strutturale e permanente il sistema delle abilitazioni nella scuola ai fini della stabilizzazione del precariato in favore dei precari con almeno 3 anni di servizio e dei docenti già di ruolo. Altri temi: apertura del tavolo di confronto sulla mobilità per superare i vincoli imposti al personale docente e Dirigente, per il personale ATA indizione del concorso riservato per gli assistenti amministrativi facenti funzione DSGA con tre anni di servizio, compresi coloro che sono sforniti di titolo di studio specifico, incremento l’organico Ata implementando i parametri di distribuzione del personale alle scuole anche in ragione delle sempre più crescenti esigenze di sicurezza con particolare riferimento al profilo di collaboratore scolastico, stante l’intesa Mi/sindacati del 18 maggio scorso.

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