Bando concorso ordinario 2021: a chi spetta la riserva posti e quanti sono
Scuola

Bando concorso ordinario 2021: a chi spetta la riserva posti e quanti sono

In attesa del bando del prossimo concorso ordinario, previsto nelle prossime settimane in modo da rispettare l’impegno preso dal Governo di effettuarlo entro la fine del 2021, i candidati si chiedono quale sia il numero di posti che saranno disponibili. In attesa di avere certezze in più in questo, senso, contenute nel bando, c’è la certezza relativa alla legge 106 del 23 luglio 2021 che stabilisce e regolamenta una riserva di posti.

A chi spetta la riserva posti

Secondo questa norma, la riserva di posti è quantificata in una cifra equivalente al 30 per cento per ciascuna regione, classe di concorso e tipologia di posto. La riserva di posti spetta a chi ha svolto, rispettando i termini di presentazione delle istanze di partecipazione al concorso, un servizio presso le istituzioni scolastiche statali. La durata di queste servizio è fissato in almeno tre anni scolastici, anche non continuativi, nei dieci anni precedenti.

La riserva – viene precisato nella legge 106 – ha validità unicamente in una regione e per le classi di concorso o tipologie di posto per le quali il candidato abbia maturato un servizio di almeno un anno scolastico. Può essere applicata unicamente se il numero dei posti messi a bando, per ciascuna regione, classe di concorso o tipologia di posto, sia pari o superiore a quattro.

Niente prova preselettiva

In attesa di conoscere i dettagli contenuti nel bando, sappiamo che non ci sarà più la prova preselettiva, in virtù del decreto semplificazioni Brunetta per i concorsi pubblici che riguarda la pubblica amministrazione ma anche la scuola. Quindi si passerà direttamente alla prova scritta (computer-based) contenente più quesiti a risposta multipla, volta all’accertamento delle conoscenze e competenze del candidato sulle discipline della classe di concorso o tipologia di posto per la quale partecipa, nonché sull’informatica e sulla lingua inglese.

Cosa studiare

I 50 quesiti (ognuno di 4 risposte di cui una esatta, per un tempo complessivo di 100 minuti), saranno così suddivisi:

40 sulla classe di concorso (allegato A al decreto del Ministro dell’istruzione 20 aprile 2020, n. 201);
5 quesiti sull’informatica, che accertino le competenze digitali inerenti l’uso didattico delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali più efficaci per potenziare la qualità dell’apprendimento;
5 quesiti sulla lingua inglese, che accertino le conoscenze di lingua inglese al livello B2 del Quadro Comune Europeo per le lingue.

Per ogni risposta esatta si ottengono 2 punti, zero punti valgono le risposte non date o errate. La prova è valutata al massimo 100 punti ed è superata da coloro che conseguono il punteggio minimo di 70 punti.

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Prova orale

Chi supera la prova scritta, accede all’orale. Il programma d’esame fa riferimento all’Allegato A e valuta:

la padronanza delle discipline
la capacità di progettazione didattica efficace, sul fronte dei contenuti e delle metodologie
L’uso delle TIC nella progettazione didattica

La prova orale, della durata massima complessiva di 45 minuti, consiste nella progettazione di una attività didattica, comprensiva dell’illustrazione delle scelte contenutistiche, didattiche e metodologiche compiute e di esempi di utilizzo pratico delle TIC. La prova orale è valutata al massimo 100 punti e superata da coloro che conseguono il punteggio minimo di 70 punti.

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