Caos Green Pass scuola: calci ai carabinieri e certificati falsi per entrare
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Caos Green Pass scuola: calci ai carabinieri e certificati falsi per entrare

Saranno anche pochi casi isolati rispetto al contesto nazionale, ma se il buongiorno si vede dal mattino, il primo giorno del nuovo anno scolastico verrà comunque ricordato per episodi che rendono molto bene il senso di disagio e insofferenza di alcuni esponenti del personale scolastico alle prese con il green pass scuola. Di certo non aiutano le zone d’ombra che inevitabilmente si stanno manifestando in fase di controllo, e che rappresentano una sfida per i dirigenti scolastici.

Ira e proteste contro i dirigenti scolastici

Protagonisti, loro malgrado, dei controlli e bersaglio di ira e proteste che sarebbero poi da girare direttamente a chi la legge l’ha fatta. Il promo giorno del nuovo anno scolastico, il primo della storia con il Certificato verde come requisito base per accedere agli istituti, ha già fatto registrare alcuni casi da segnalare. Come detto pochi rispetto al panorama nazionale, ma comunque significativi.

Il più clamoroso sicuramente quello che si è verificato ad Alghero, dove un collaboratore scolastico di un istituto alberghiero ha litigato con il dirigente scolastico e poi ha preso a calci i carabinieri che erano arrivati per accompagnarlo fuori dall’istituto. Meno accesi i toni a Milano dove due educatrici del comune non sono state ammesse a scuola. Più consistente il fronte dei no-vax in Toscana e in Friuli-Venezia Giulia: in tutto sono stati nove a rimanere fuori dalle scuole, e qualcuno ha anche pensato bene di fare il furbo, non riuscendoci: si registra infatti il tentativo di presentarsi a scuola e provare ad accedere senza certificato, mostrando documenti contraffatti, come riportato dalla responsabile regionale dell’Anp, Teresa Tassan Viol.

Presidi in confusione

E poi c’è il caso di Torino dove due professori, Giuseppe Pantaleo ed Alisa Matizen, insegnanti rispettivamente di francese e spagnolo all’istituto Curie-Levi, periferia ovest, sono rimasti fuori perchè il loro certificato medico che dichiarava l’esenzione dal vaccino non è stato accettato dal dirigente scolastico. A firmarlo non è stato il loro medico curante, ma quello vaccinatore. «Per il preside non è valido perché non lo ha firmato il nostro medico curante. Ci stiamo rivolgendo a un avvocato e ai carabinieri». In effetti dovrebbero aver ragione, considerato che la circolare del ministero della Salute spiegava come «Fino al 30 settembre 2021, salvo ulteriori disposizioni, le certificazioni potranno essere rilasciate direttamente dai medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi Sanitari Regionali o dai Medici di Medicina Generale o Pediatri di Libera Scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nazionale».

Solo il 9,5% ancora da vaccinare

Una norma che evidentemente il dirigente scolastico, che non fa nè il giudice nè l’avvocato di mestiere, non conosceva o che ha confuso nello stress del primo giorno di controlli. Per lui però è scattata la denuncia da parte di uno dei due professori respinti.

I numeri sono confortanti: solo il 9,5% del personale della scuola è ancora senza vaccino, a meno di due settimane dall’inizio delle prime lezioni. Una percentuale bassa, ma che se si traduce in numeri diventa un contingente nutrito di docenti e personale ata che potrebbero mancare all’appello in concomitanza con il suono della campanella, e che andrebbero a indebolire ulteriormente un contingente nazionale già di per se insufficiente.

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