Tfa Terzo Ciclo: come diventare insegnanti con la Riforma scuola

Fase transitoria 2018: altra abilitazione per docenti di ruolo

Come diventare insegnanti è la domanda che sempre più italiani si pongono in un momento di passaggio decisivo per il mondo dell’istruzione del nostro Paese. In attesa di capire se il TFA Terzo Ciclo si farà, ci si interroga su quali saranno eventualmente le nuove procedure.







La Buona Scuola continua a mostrare i suoi effetti: resiste insieme al Governo transitorio Gentiloni, ma con nuove elezioni, tutto potrebbe cambiare. Non sono pochi quanti hanno criticato la Buona Scuola, come Emiliano, il quale ha annunciato che qualora dovesse diventare segretario del Pd e poi Premier, cancellerebbe la Riforma voluta da Renzi. Con le nuove normative previste tra 2017 e 2018 la procedura per la formazione dei docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado e la loro selezione cambierà.

Addio all’abilitazione. Per diventare insegnanti bisognerà passare attraverso

l’acquisizione di 24 crediti, durante il percorso accademico, negli ambiti psico-pedagogici, didattici e antropologici;
nuovo concorsone da superare per l’accesso al passaggio finale;
tre anni di formazione teorica e pratica tra scuola e università, suddiviso in un primo anno di formazione, e negli ultimi due sempre più votati a progetti di ricerca e laboratori. Al termine dei tre anni, un momento valutativo ne stabilirà la conclusione positiva o meno.

Quindi dopo la laurea serviranno tre anni di formazione e lavoro, non pagati dalle scuole ma dallo Stato.

Una fase transitoria che dovrebbe snellire e semplificare il tutto, nelle intenzioni del legislatore, ma che non convince appieno. Lo scopo finale è svuotare le graduatorie e ridurre il precariato. Sarà così? Per il momento regna ancora una fase di abbondante incertezza, e il ritardo nell’annuncio (o nella cancellazione) del Tfa Terzo Ciclo certo non contribuisce a fare chiarezza. Intanto la Primavera è già arrivata e con l’avvicinarsi della fine dell’anno scolastico si comincia inevitabilmente a pensare al prossimo, ancora contraddistinto da nubi e nebbia all’orizzonte.







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