Nuovo sistema di accesso alla professione docenti: come funziona

Nuovo sistema di accesso alla professione docenti: come funziona

Cosa aspettarsi dal nuovo sistema di formazione iniziale e di accesso alla professione dei docenti delle scuole medie e superiori? Sarà la prosecuzione di quanto previsto dalla legge 107 “Buona scuola”, almeno fino a quando questo impianto reggerà. Ricordiamo che la Buona Scuola è un progetto del Governo Renzi, ormai caduto, ma di fatto mantenuto in piedi da quello ombra di Gentiloni. Un Governo a tempo: uno dei prossimi candidati, Michele Emiliano, ha per esempio già annunciato che uno dei punti del suo programma sarebbe proprio abolire la Buona Scuola, evidentemente dal lui considerata non così buona. Ed è del Pd. Figuriamoci che fine farebbe la buona scuola se al Governo dovesse andarci l’esponente di un altro partito.

Tornando all’attualità, dopo il voto favorevole delle Commissioni parlamentari, seppur con le dovute modifiche, si attende l’approvazione definitiva del decreto legislativo da parte del Governo.

In questo modo sarebbe attuabile un nuovo sistema, più lineare, fatto di concorsi per laureati magistrali i cui vincitori accederebbero ad un contratto triennale retribuito di formazione, tirocinio e progressivo inserimento nella funzione docente.

Quindi il nuovo sistema prevede selezione, conseguimento del diploma di specializzazione all’insegnamento, formazione sul campo, accesso diretto al ruolo senza anno di prova.

Verrebbero meno i costi di iscrizione ai corsi abilitanti (tra i 2.500 e 3.000 euro) e i periodi di precariato non retribuiti.

Il primo passo sarà il primo concorso scuola 2018 per una quota dei posti che si renderanno vacanti e disponibili dal 2021-22. In mezzo una fase transitoria per tutelare chi ha già intrapreso la professione di insegnante. Titoli ed esperienza avranno più valore.

Particolare tutela viene assicurata ai docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento (GAE) e dei vincitori del concorso 2016, inseriti in apposito graduatorie di merito (GM 2016).

Nelle aree del Paese non coperte, in particolare al Nord, accederanno ai posti disponibili coloro i quali hanno superato positivamente le due prove previste dall’ultimo concorso 2016, ma che non si sono collocati nella fascia dei vincitori.

Chi ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento sarà inserito in una nuova graduatoria regionale di merito, sulla base dei titoli, del servizio e dell’esito di una prova didattico-metodologica. Una graduatoria utile ad assumere docenti per l’a.s. 2019/20 con un contratto annuale a tempo determinato sui posti vacanti e disponibili, che non siano stati già occupati dai docenti in GAE e GM 2016.

Se l’anno avrà esito positivo in termini di valutazione da parte di una commissione mista (personale della scuola e accademico) il docente accederà al ruolo sullo stesso posto.

A questi docenti, sarà riservata una quota di posti decrescente nel tempo, correlata a quella destinata ai nuovi aspiranti docenti che si formeranno ed accederanno alla professione con il percorso FIT.

Chi ha maturato almeno 3 anni di esperienza professionale come supplente potrà accedere a un concorso biennale, per accedere al nuovo percorso FIT, abbreviato di un anno.

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