Il calendario scolastico 2026/2027 non si profila come particolarmente benevolo per chi aspetta le festività con la speranza di trovare qualche giorno di pausa in più. Diverse ricorrenze, infatti, cadranno proprio nel fine settimana e questo ridurrà parecchio le possibilità di creare i classici “ponti”, soprattutto nel corso della primavera.
Una situazione che riguarda naturalmente anche il personale della scuola, docenti e ATA, oltre agli studenti, anche se poi bisognerà tenere conto dei singoli calendari regionali e delle eventuali giornate di sospensione delle lezioni deliberate a livello locale.
Si parte già in autunno. San Francesco d’Assisi, il 4 ottobre 2026, cadrà di domenica, così come Ognissanti, il 1° novembre. Due festività che quindi, almeno dal punto di vista del calendario, non permetteranno di allungare il fine settimana.
Una delle poche occasioni più interessanti arriverà invece con l’Immacolata Concezione, martedì 8 dicembre 2026. In questo caso il lunedì 7 dicembre potrebbe diventare, dove previsto dal calendario regionale o da una decisione dell’istituzione scolastica, una giornata utile per creare una pausa di quattro giorni comprendendo anche sabato e domenica.
Natale favorevole solo in parte
Durante le vacanze di Natale la disposizione delle festività avrà comunque un peso relativo, dal momento che le scuole saranno già chiuse secondo i calendari regionali.
Il 25 dicembre 2026 cadrà di venerdì, mentre Santo Stefano, 26 dicembre, sarà sabato. Anche Capodanno, 1° gennaio 2027, cadrà di venerdì, mentre l’Epifania del 6 gennaio sarà di mercoledì.
Non si tratta quindi di veri e propri ponti aggiuntivi per il mondo della scuola, visto che queste giornate saranno comprese nel periodo delle vacanze natalizie.
Primavera 2027 poco fortunata: 25 aprile di domenica e 1° maggio di sabato
È soprattutto la primavera a riservare le sorprese meno favorevoli.
La Pasqua cadrà domenica 28 marzo 2027, seguita come sempre dal lunedì dell’Angelo del 29 marzo. Le vacanze pasquali saranno poi stabilite dalle singole Regioni, con date che potranno variare leggermente da un territorio all’altro.
Molto meno favorevole sarà invece la collocazione di due delle principali festività della primavera. Il 25 aprile 2027, Festa della Liberazione, cadrà di domenica. Nessun giorno di scuola in meno, quindi, e nessuna possibilità di ponte legata direttamente alla ricorrenza.
Situazione simile pochi giorni dopo: il 1° maggio 2027 sarà sabato. Anche la Festa del Lavoro finirà dunque nel fine settimana, togliendo un’altra delle occasioni che in altri anni consentono di avere una pausa di tre o quattro giorni.
Anche il 2 giugno non crea un ponte automatico
Resta infine la Festa della Repubblica del 2 giugno 2027, che cadrà di mercoledì. Una giornata infrasettimanale che interromperà le lezioni, ma che da sola non formerà un vero ponte.
Per trasformarla in una pausa più lunga servirebbe infatti la sospensione delle attività anche lunedì e martedì oppure giovedì e venerdì, ipotesi che dipenderà dai calendari regionali e dalle decisioni adottate dalle singole scuole nell’ambito della propria autonomia.
Il risultato complessivo è quindi un anno scolastico con pochi ponti. Il 25 aprile di domenica, il 1° maggio di sabato, Ognissanti di domenica e San Francesco ancora di domenica fanno perdere diverse occasioni di pausa che, con una diversa disposizione del calendario, avrebbero potuto trasformarsi in fine settimana prolungati.
L’occasione migliore allora resta quella dell’Immacolata dell’8 dicembre, che cade di martedì, mentre per le altre eventuali pause bisognerà attendere soprattutto i calendari scolastici regionali e le decisioni delle singole istituzioni scolastiche.