Docenti non abilitati: assunzione con 3 anni di servizio, arriva la proroga fino al 2028 per le scuole paritarie

Il Decreto PA approvato il 4 agosto 2026 proroga fino all’anno scolastico 2027/2028 una regola straordinaria pensata per aiutare le scuole paritarie che hanno difficoltà a trovare docenti abilitati.

La situazione attuale

Per insegnare in una scuola paritaria è richiesto il possesso dell’abilitazione all’insegnamento. La norma consente però un’eccezione: se un docente non è riuscito ad accedere ai percorsi abilitanti perché l’università non ha attivato posti o corsi sufficienti, l’abilitazione può essere temporaneamente sostituita da almeno tre anni di servizio nelle scuole paritarie, anche non consecutivi, svolti negli ultimi dieci anni.

È importante chiarire che questi tre anni non equivalgono a un’abilitazione vera e propria. La deroga serve esclusivamente alle scuole paritarie per ottenere o mantenere il riconoscimento della parità. Non permette quindi al docente di entrare nelle graduatorie statali come abilitato né gli dà automaticamente diritto all’assunzione nella scuola pubblica.

La proroga nasce soprattutto dalla difficoltà di formare un numero sufficiente di docenti abilitati. Secondo il Ministero, esiste ancora una forte differenza tra i docenti di cui le scuole hanno bisogno e i posti effettivamente messi a disposizione dalle università nei percorsi abilitanti, nel TFA sostegno e in Scienze della Formazione Primaria.

La situazione regionale

Il problema è particolarmente evidente al Nord. Nell’anno scolastico 2025/2026 sono stati nominati fuori dalle normali graduatorie 11.570 supplenti in Lombardia, pari al 57,39% del totale, 4.709 in Veneto, il 52%, e 4.386 in Piemonte, il 41,35%.

Per aumentare il numero di docenti disponibili, per l’anno accademico 2026/2027 il Ministero ha chiesto 14.000 posti in Scienze della Formazione Primaria, circa 4.000 in più rispetto all’anno precedente.

La misura è in ogni caso temporanea. L’obiettivo rimane quello di tornare progressivamente alla regola ordinaria, cioè avere docenti delle scuole paritarie regolarmente abilitati, una volta che università e percorsi di formazione riusciranno a coprire il reale fabbisogno.