Posti orario gps: come gestirli, vantaggi e svantaggi nella domanda per le max 150 preferenze

Tra le principali novità per l’anno scolastico 2026/27 introdotte dall’ordinanza per le supplenze valida per tutto il prossimo biennio c’è il posto orario. Si tratta di un incarico creato unendo spezzoni di ore disponibili in due o, al massimo, tre scuole diverse. L’obiettivo è assegnare ai supplenti un numero maggiore di ore e ridurre il numero complessivo dei contratti.

Esempi di posti orario

Nella scuola secondaria, per esempio, una cattedra completa è generalmente di 18 ore. Se l’Ufficio scolastico trova 9 ore disponibili in una scuola e altre 9 ore in un’altra, può unirle formando un posto orario completo di 18 ore. L’incarico sarà quindi considerato a tempo pieno, anche se il docente dovrà lavorare in istituti diversi.

Lo stesso principio vale per la scuola dell’infanzia, dove il posto completo è di 25 ore, e per la scuola primaria, dove sono previste 22 ore di insegnamento più due ore di programmazione.

Se gli spezzoni uniti non raggiungono l’orario completo, si parla invece di spezzone di posto orario. Potrebbero essere aggregate, per esempio, 6 ore in una scuola e 5 ore in un’altra, per un totale di 11 ore. In questo caso il docente conserva, in linea generale, il diritto a completare l’orario con altre ore disponibili.

Il completamento, però, deve rispettare alcuni limiti. Il servizio può essere svolto al massimo in tre scuole e in due comuni, senza superare l’orario previsto per un docente di ruolo. Chi accetta uno spezzone già distribuito tra tre istituti potrebbe non avere più la possibilità di aggiungere altre ore.

Vantaggi e svantaggi

Prima di dichiararsi disponibili per i posti orario è quindi importante valutare con attenzione dove si trovano le scuole, quanti spostamenti sono necessari e come sono distribuite le ore durante la settimana. Gli Uffici scolastici dovrebbero aggregare istituti abbastanza vicini tra loro, ma l’incarico potrebbe comunque comportare spostamenti quotidiani.

Il posto orario può rappresentare sia un vantaggio sia uno svantaggio. Da una parte permette di ottenere subito un incarico con più ore, evitando di dover cercare successivamente un completamento. Dall’altra può obbligare il docente a lavorare in più scuole, con orari e spostamenti più difficili da gestire.

La scelta dipende come sempre dalle esigenze e dalla situazione personale del docente, che deve valutare distanza tra istituti e numero complessivo di ore offerte. Nella domanda delle 150 preferenze, chi seleziona le opzioni relative agli incarichi fino al termine delle attività didattiche e agli spezzoni può indicare anche la propria disponibilità ad accettare questa nuova tipologia di posto.