Nomine Gps: Cassazione dà ragione ai docenti esclusi dalle supplenze, nomine viziate dal 2022 al 2026

L’algoritmo è già cambiato, o meglio cambierà a partire dal prossimo fine agosto quando verrà avviato dal ministero per assegnare le supplenze dal bollettino zero (riservato alla conferma dei docenti di sostegno su richiesta delle famiglie) in poi, ma per il passato ci sono ancora diversi conti in sospeso.

I docenti rinunciatari involontari

A confermare la necessità di una riforma dell’algoritmo, che dal prossimo anno scolastico sarà caratterizzato da un sistema di ripescaggio che comporterà l’addio all’esclusione dei docenti rinunciatari involontari per sedi non espresse, arriva la sentenza della Corte di Cassazione che ha preso in esame il sistema di assegnazione delle supplenze ai docenti tramite Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS).

La sentenza è stata emanata dalla Sezione Lavoro della Suprema Corte lo scorso 5 giugno 2026. Secondo i giudici, la mancata indicazione di tutte le sedi disponibili nella domanda informatizzata non può essere interpretata come una rinuncia generalizzata all’assegnazione degli incarichi.

Questo significa che l’algoritmo deve considerare rinunciatari i docenti solo per le sedi o classi di concorso che non ha espressamente indicato nella propria domanda. Questo significa quindi che sono illegittime le esclusioni finora comminate ai candidati dai successivi turni di nomina che non hanno ricevuto una supplenza nelle prime assegnazioni.

Gli anni per cui chiedere risarcimento

Anief spiega che “la regola che la Cassazione ha dovuto enunciare nel 2026 è questa: è illegittimo il procedimento che esclude l’insegnante non assegnatario di una supplenza nei primi turni di nomina dai turni successivi in relazione alle sedi che si fossero rese libere”.

Cosa significa? Che se una sede precedentemente scelta dall’aspirante è disponibile, l’algoritmo dovrebbe riesaminare la graduatoria rispettando l’ordine di punteggio. Invece finora ha consentito il sorpasso da parte di candidati collocati in posizione inferiore. Secondo Anief, la decisione consentirà l’ottenimento di risarcimento da parte dei docenti che sarebbero stati penalizzati dal sistema di assegnazione delle supplenze dal 2022 al 2026.