Ermal Meta: “Se parlo bene l’italiano è merito delle mie professoresse a scuola”

A Sanremo “Stella stellina” affronta il conflitto a Gaza. Ironia su Salvini e plauso dell’Accademia della Crusca.

La battuta, poi la musica

Prima la battuta, poi la spiegazione. In conferenza stampa al Festival di Sanremo, Ermal Meta ha scherzato: “Sono straniero, non fatelo sapere a Salvini, sennò si sente male”. La frase ha generato la replica di Matteo Salvini, che ha lodato il “perfetto utilizzo della lingua italiana” del cantautore, indicandolo come esempio di integrazione.

Meta ha smorzato i toni: “Non è stato offensivo, mi ha fatto sorridere”. E ha colto l’occasione per sottolineare il valore della formazione ricevuta: “Se parlo così bene italiano, vuol dire che la scuola pubblica italiana sa funzionare molto bene”. Un passaggio che trasforma l’ironia in un richiamo al ruolo dell’istruzione.

“Stella stellina”, la scelta di raccontare Gaza

Sul palco dell’Ariston, però, il centro del suo intervento resta la musica. “Stella stellina” è il brano con cui Meta affronta il conflitto a Gaza, scegliendo una forma quasi da ninnananna per parlare di guerra e vittime civili. Una scelta stilistica che si discosta dai temi più personali o sentimentali proposti da altri artisti in gara.

Il testo ha attirato attenzione per la costruzione linguistica e per l’essenzialità delle parole. Tra i riconoscimenti, quello di Adriano Celentano, che ha espresso apprezzamento per il brano.

L’analisi della Crusca

Il valore linguistico della canzone è stato evidenziato anche dall’Accademia della Crusca, attraverso le parole di Lorenzo Coveri, docente di Linguistica italiana. Dalle pagine del Corriere della Sera, Coveri ha osservato come “Stella stellina” si distingua nel panorama del Festival per la capacità di utilizzare un registro semplice per raccontare una realtà complessa.