Stipendio docenti febbraio 2026: confermati importi sbagliati negli arretrati e voci assenti

Non cessano le polemiche e le segnalazioni di incongruenze tra quanto ricevuta dal personale scolastico negli ultimi mesi e quanto risulterebbe davvero dovuto. Anche il cedolino di febbraio, che comprende l’una tantum del CCNL 2022-24, conterrebbe numerose incongruenze tra quanto pagato e quanto dovuto. Le maggiori criticità nello stipendio riguardano contributi, arretrati e anticipo aumenti.

Una tantum nel cedolino di febbraio 2026

Dopo il pagamento di aumenti e arretrati relativi al rinnovo del contratto scuola, con il cedolino di febbraio 2026, visibile su NoiPA, il ministero doveva mettersi in regola con il dovuto rispetto a quanto previsto dal CCNL 2022-24 per il personale scolastico in servizio a dicembre 2023 e ancora in attività nel 2024. Ma ancora non ci sarebbe corrispondenza, per molti dipendenti della scuola, tra quanto atteso e auanto erogato. L’una tantum ammonta a 111,70 euro lordi per i docenti e 270,70 euro lordi per il personale Ata.

Le somme effettivamente percepite risultano però inferiori per effetto delle trattenute previdenziali pari al 9,15% (8,80% più 0,35%). Il netto si attesta quindi intorno a 101,48 euro per i docenti e a 245,93 euro per il personale Ata. Per i supplenti brevi e saltuari niente voce nel cedolino di febbraio. Dovranno attendere un’emissione speciale nel mese di marzo 2026, secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

A chi rivolgersi per eventuali contestazioni

In questi giorni ci sarebbero numerose richieste di chiarimento sulla correttezza degli importi. Secondo quanto comunicato dalle Direzioni provinciali del Tesoro, eventuali contestazioni non devono essere indirizzate alla Ragioneria territoriale, ma al sistema centrale della pubblica amministrazione che gestisce le elaborazioni stipendiali.

Le segnalazioni raccolte oscillano tra 1.500 e 2.000 casi, un dato che il sindacato considera significativo. Il monitoraggio, spiegano dall’organizzazione, sarebbe iniziato già nell’autunno 2025 durante le assemblee sindacali, quando sarebbero emerse criticità soprattutto tra i lavoratori precari.

Anticipo aumenti e differenze negli arretrati

Tra le voci oggetto di verifica c’è l’anticipo degli aumenti contrattuali, ricompreso nel tabellare da febbraio 2026. L’incremento avrebbe dovuto corrispondere al 3,35% dello stipendio lordo, calcolato applicando il 6,7% all’indennità di vacanza contrattuale pari allo 0,5% del trattamento in godimento.

Una voce colpevolemte assente nei cedolini di molti docenti precari, ma anche di alcuni docenti di ruolo. In media, si parla di differenze che si attestano tra 60 e 100 euro mensili in base all’anzianità di servizio.