Manca ancora un giorno alla fine di gennaio, ma trattandosi di un sabato, è evidente come sia comprensibile il crescente pessimismo da parte dei docenti che aspettano l’erogazione del bonus per la carta del docente nel rispetto delle tempistiche annunciate dal ministero.
Le tempistiche del ministero
Ministero che aveva annunciato come il decreto annuale per la carta del docente sarebbe arrivato entro fine gennaio. Come detto c’è ancora un giorno di tempo per rispettare l’impegno, ma manca davvero poco e la concomitanza con il weekend della fine del mese non è certamente un punto a favore del potenziale rispetto delle tempistiche indicate dal ministero.
Nella peggiore delle ipotesi, il decreto dovrebbe comunque arrivare entro al fine della settimana prossima, in modo da consentire il pagamento del bonus entro fine febbraio. Il condizionale è d’obbligo considerate tutte le novità e i cambi di programma che ha vissuto la carta del docente negli ultimi mesi, con l’allargamento della platea dei beneficiari che ha poi di fatto comportato tutti i ritardi di cui ancora stiamo vedendo gli effetti in questi mesi.
I dubbi sull’importo
Così come è d’obbligo usare il condizionale quando si parla dell’importo stesso della carta del docente che non è più garantito sui 500 euro ma che sarà commisurato di anno in anno alla platea dei beneficiari, a meno di erogazione di nuovi fondi che consentano di mantenere l’importo classico di 500 euro. Stanziamento di fondi di cui per il momento non c’è alcuna certezza.
Ad alimentare il clima di incertezza il fatto che lato ministero non arrivino novità, con le ultime dichiarazioni ufficiali che prima risalgono allo scorso 29 ottobre da parte della sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti: «Non ci sono ritardi o impedimenti nell’erogazione della Carta – ha spiegato –. L’estensione della platea dei destinatari richiede, per sua natura, una modifica delle tempistiche di attribuzione. È necessario attendere l’individuazione di tutti i beneficiari. La Carta potrà essere assegnata solo una volta definita la platea dei supplenti fino al termine delle attività didattiche, ovvero a partire dal mese di gennaio di ogni anno».
