In vista della pubblicazione dell’ordinanza sull’aggiornamento delle gps per il prossimo biennio, c’è molto ottimismo da parte dei sindacati che sanno di aver ottenuto risultati importanti su questioni come l’algoritmo che verrà modificato e completato con un sistema di ripescaggio che scongiurerà il rischio di escludere i docenti rinunciatari involontari per sedi non espresse come avvenuto negli anni passati.
In attesa dell’ordinanza
Ma ci sono ancora alcune questioni che non convincono i sindacati, e che probabilmente non si farà in tempo a correggere in vista della ormai imminente pubblicazione dell’ordinanza. Uno di questi, riguarda la permanenza di molti titoli all’interno delle tabelle che secondo i sindacati non sono strettamente attinenti con l’insegnamento.
Tra questi titoli, ce ne sono alcuni che secondo i sindacati possono essere ricondotti a un reale valore culturale (come il dottorato di ricerca il cui punteggio sarà addirittura aumentato) ma ce ne sono anche altri ottenuti mediante corsi che secondo i sindacati non hanno attinenza con la qualifica professionale dell’insegnante.
In occasione degli incontri informativi che hanno portato alla bozza dell’ordinanza condivisa, i sindacati hanno fatto presente la necessità di una significativa semplificazione con le tabelle.
La questione del sostegno
Tra le altre cose, era stato richiesto che il concorso ordinario superato fosse il 2020 o il concorso PNRR ricevesse più di tre punti. Così come era stato chiesto maggiore riconoscimento alla specializzazione sul sostegno.
Perplessità anche per quel che riguarda il valore dato ai nuovi corsi Indire, la cui specializzazione in termini di punteggio verrà equiparata al TFA nonostante il percorso diverso che li caratterizza.
Le certificazioni e il servizio
Infine, c’è la questione delle certificazioni informatiche, con la novità del valore conferito unicamente alle certificazioni informatiche riconosciute da Accredia, cosa che penalizza chi nel frattempo ha investito soldi e tempo in certificazioni che oggi rischiano di non avere più valore.
Una delle paure dei docenti riguarda la volontà del ministero di anticipare la procedura a febbraio, cosa che impedirebbe di perfezionare il servizio non potendolo dichiarare per intero. La normativa prevede che chi ha un incarico di supplenza in essere, a febbraio, potrà dichiarare fino all’intera durata del termine del contratto.