Nelle prime settimane di dicembre gli Uffici scolastici regionali hanno avviato (un po’ a singhiozzo e a fatica, come dimostra il caso dell’Usr Friuli Venezia Giulia), la pubblicazione delle soglie minime di accesso agli orali del concorso scuola Pnrr 3 che si svolgeranno a inizio 2026. Pubblicazioni che hanno interessato soprattutto infanzia e primaria, mentre per la secondaria sembra ancora tutto bloccato.
Punteggi più bassi del previsto?
I sindacati invitano i diretti interessati a proseguire la consultazione dei siti ufficiali anche durante le festività natalizie (dopo il 26) dal momento che alcuni Uffici scolastici regionali potrebbero avere dei giorni non festivi prima dell’epifania e potrebbero sfruttare questi giorni per avviare la pubblicazione delle cosiddette soglie di sbarramento che consentiranno l’accesso agli orali del concorso scuola.
Cosa si prevede per la scuola secondaria per quel che riguarda i punteggi necessari per accedere all’orale? Secondo le previsioni dei sindacati, i punteggi potrebbero essere mediamente più bassi del previsto. Si tratta di previsioni e speculazioni, dal momento che non risultano ora come ora statistiche ufficiali nazionali affidabili sui risultati.
E allora su coca si basa questa previsione? Soprattutto si fa riferimento ai resoconti delle prime giornate e regole di accesso all’orale. Al momento, in ogni caso, sappiamo che il 70/100 rappresenta la soglia minima, condizione necessaria ma non più sufficiente, dal Pnrr, per accedere all’orale. Reale voto di accesso poi dipendono da regione e classe di concorso.
Il risultato dello scritto
Ogni candidato può fare riferimento al proprio punteggio, reso noto a ogni partecipante al concorso una volta terminata la prova scritta. Infatti il risultato è pubblicato nell’area riservata (“Concorsi e procedure selettive”). Punteggio che può dare le prime indicazioni, in senso positivo o negativo, ma non certezze di accedere all’orale. Se non si è superata la prova scritta con il punteggio minimo, niente orale. Ma, come abbiamo visto per i voti minimi di infanzia e primaria, in alcuni casi può bastare un 70, in altri può non essere sufficiente un 90.
La regola base è che serve almeno 70/100 per essere “idonei” allo scritto, ma accede all’orale solo un numero di candidati pari a tre volte i posti messi a bando (per regione e classe/tipologia), più gli eventuali ex aequo con l’ultimo ammesso.
Per il concorso scuola secondaria, i sindacati ritengono che possa bastare mediamente un punteggio basso per accedere all’orale in virtù del tipo di prova scritta somministrata ai candidati: conteneva una parte molto ampia è dedicata a pedagogia/psicopedagogia/metodologie didattiche, non solo contenuti disciplinari.
Le domande di Inglese livello B2
Per quel che riguarda invece l’inglese livello B2 e competenze digitali, la sensazione generale è che ci fossero alcuni quesiti “ostici” su questi blocchi che possono aver fatto scendere rapidamente il punteggio.
In generale, in base ai sondaggi effettuati dopo la prova, il quadro emerso parla di quesiti più specifici e di una quota significativa di candidati sotto soglia: Molti candidati hanno segnalato difficoltà soprattutto sull’inglese. Tutto ciò potrebbe aver spinto i risultati medi verso il basso, rendendo il 70 mediamente sufficiente per passare all’orale.
Tutto dipende come detto dalla singola regione e classe di concorso. Bisogna in questo senso aspettate gli avvisi ufficiali USR. Altro elemento da considerare, il fatto che la soglia minima è suscettibile di variazioni in presenza di prove suppletive o di variabili amministrative che possono riguardare candidati con riserva.