Con la conclusione del Pnrr 3 ancora in corso (terminati gli scritti, si stanno definendo i voti minimi per passare agli orali all’inizio dell’anno prossimo), si conclude la fase di impegni del Governo e del ministero con l’Ue in ambito Pnrr. Questo significa che già da quest’anno, il ministero sarà libero di indire i concorsi ordinari che riterrà più opportuni.
Un concorso ordinario l’anno
L’intento del ministero, in base a quanto dichiarato nei mesi scorsi, è quello di organizzare un solo concorso ordinario l’anno. Da capire se si intende patire già da quest’anno o se si passerà direttamente al 2027. In ogni caso, è evidente come il canale dei concorsi scuola non sia più adeguato a superare il precariato, e serva un doppio canale di reclutamento per valorizzare esperienza e titoli, attingendo dalle Gps.
In particolare, i sindacati hanno evidenziato come sia ormai evidente l’inefficacia dei concorsi straordinari e riservati come strumento di sanatoria dell’illegittima reiterazione dei contratti a termine.
Sindacati che hanno evidenziato più di una volta come i concorsi straordinari e riservati siano inefficaci nel rimuovere l’illegittimità della reiterazione dei contratti a termine.
I concorsi straordinari
Tutto nasce dalla legge n. 107 del 2015, con prosecuzione in occasione degli interventi normativi successivi. Da allora si è ritenuto sufficiente il canale dei concorsi straordinari e riservati ai docenti precari per rimuovere la supplentite, fallendo.
L’equivoco di fondo è stato quello di ritenere che una procedura selettiva riservata, potesse bastare a limitare l’abusiva reiterazione dei contratti a tempo determinato, sanando l’illecito.
Cosa che la Corte di Cassazione ha smentito, affermando invece il principio in base al quale i concorsi, anche se riservati ai precari, non sono strumenti idonei a sanare l’abuso.
Il doppio canale di reclutamento
E qui entra in gioco il doppio canale di reclutamento, con la possibilità di assunzione automatica per scorrimento di una graduatoria, senza alcuna procedura selettiva.
Un esperimento già verificato con il piano assunzionale della ‘Buona Scuola’, che ha attinto direttamente da graduatorie già esistenti.