Abilitazioni 60 CFU: il rischio di iscriversi prima del decreto ministeriale di ripartizione

C’è preoccupazione e qualche incertezza in vista dell’avvio dei nuovi bandi universitari per i percorsi abilitanti da 60 CFU, con scadenze ravvicinate.  A preoccupare i docenti interessati alla partecipazione, la possibilità di un disallineamento temporale tra la pubblicazione dei bandi degli atenei. Al momento, c’è da registrare inoltre l’assenza del decreto ministeriale di ripartizione dei posti e di autorizzazione definitiva dei percorsi.

La verifica dei requisiti di accesso

Il rischio è che molti candidati si possano trovare costretti a presentare la domanda per i percorsi da 60 cfu senza avere un quadro normativo completo. L’ambito che genera maggiore incertezza è sicuramente quello relativo alla verifica dei requisiti di accesso e la corretta individuazione della classe di concorso. Quali conseguenze potrebbe avere un massiccio ricorso alla compilazione dell’istanza senza avere certezze?

Da non sottovalutare poi le coneguenze della recente revisione delle classi di concorso della scuola secondaria. Il riferimento normativo resta il decreto ministeriale 255 del 22 dicembre 2023, che ha ridefinito i requisiti di accesso e disposto accorpamenti tra classi affini.

In attesa del decreto

Per le lingue straniere, l’intervento normativo ha portato alla nascita della nuova classe A-22, che unifica le precedenti classi per l’insegnamento delle lingue nella scuola secondaria di primo e secondo grado. A questa classe sono associati specifici sottocodici, distinti per grado di istruzione e lingua, che devono essere correttamente indicati nella domanda di partecipazione ai percorsi abilitanti. Una scelta errata del codice o una valutazione imprecisa dei titoli potrebbe compromettere l’ammissione.

Ora non resta che aspettare il decreto, per leggere nero su bianco alcuni elementi come posti autorizzati, università accreditate e  requisiti richiesti.