Stabilizzazione automatica con scorrimento di graduatorie: la Cassazione ribadisce l’urgenza di assumere i precari da gps

La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento per i docenti precari vittime di abuso di contratti a termine oltre i 36 mesi, rigettando con la sentenza n. 30779 del 23 novembre scorso il ricorso del Ministero dell’Istruzione. La sentenza fa riferimento ai docenti di religione cattolica, ma si estende a tutti i docenti.

I concorsi riservati non bastano

Con questa sentenza la Corte sancisce che i concorsi riservati non sono sufficienti a sanare l’illegittimità dell’abuso contrattuale. In questo modo si chiarisce la situazione di oltre 200.000 precari della scuola italiana.

Il diritto al risarcimento è stato recentemente esteso dall’articolo 12 del decreto legge 131 del 2024 che lo ha ampliato da 12 a 24 mensilità dell’ultima retribuzione utile.

E’ questo il parametro per la valutazione del calcolo del trattamento di fine rapporto. Per calcolare il risarcimento bisogna fare riferimento alla retribuzione lorda e non è tassabile. Ci sono alcuni docenti che sono arrivati a ottenere addirittura 60.000 euro (anche di più in alcuni casi). E’ l’importo riservato ai docenti con progressione stipendiale, ma per altri docenti si arriva comunque a cifre importanti, vicine ai 40mila euro.

Lo scorrimento delle graduatorie

Secondo la Cassazione, è necessaria la stabilizzazione automatica con scorrimento delle graduatorie. Non ci sono altri modi per sanare l’abuso contrattuale. Una presa di posizione che conferma la necessità di istituire prima possibile il doppio canale di reclutamento docenti per affiancare allo strumento dei concorsi quello della stabilizzazione attingendo dalle graduatorie docenti Gps premiando titoli e anzianità di servizio.

L’Italia ha dovuto prendere provvedimenti e adeguarsi al deferimento subito da parte della Corte di Giustizia europea il 3 ottobre 2024 per violazione della clausola 5 dell’accordo quadro sui lavoratori a tempo determinato.

Vittime dell’abuso di contratti a tempo determinato tutti i docenti, ma in particolare quelli di sostegno privi di specializzazione che prestano servizio su cattedre strutturali collocate in organico di fatto, privati anche della possibilità di accedere alle procedure concorsuali per mancanza del titolo.