Elenchi regionali: il rischio “scavalcamento” degli idonei di una regione che hanno superato il concorso senza essere vincitori

Oggi si è svolta l’informativa tra ministero e sindacati che costituisce uno degli ultimi passaggi prima della pubblicazione del decreto, forse entro fine anno, utile all’avvio della presentazione delle domande per entrare a fare parte degli elenchi regionali per il ruolo. Sappiamo già chi si potrà iscrivere, sappiamo che ci saranno venti giorni di tempo per presentare la domanda di inserimento negli elenchi, ma non sappiamo ancora con precisione la collocazione della finestra temporale di avvio e conclusione della procedura.

La priorità rispetto ad altre procedure per il ruolo

C’è ancora tempo, considerato che gli elenchi regionali varranno per le assunzioni in vista del prossimo anno scolastico, quindi per settembre 2026. Essendo una procedura nuova, probabile in ogni caso che il ministero non voglia spingersi troppo in là, dando il tempo necessario per la lavorazione delle domande e per stilare le graduatorie agli uffici scolastici regionali.

Anche perché gli elenchi regionali avranno priorità sulle assunzioni rispetto ad altre procedure per il ruolo, come lo scorrimento della prima fascia sostegno Gps e la mini call veloce, che dovrebbero essere avviate come sempre in agosto dopo la proroga concessa dal ministero anche per il prossimo anno.

Gli idonei di altre regioni

Uno dei timori dei docenti in vista dell’istituzione degli elenchi regionali è che possano generare una disparità o uno “scavalcamento” nei confronti degli idonei di una regione che hanno superato il concorso senza essere vincitori.

Un timore che i sindacati stanno provando a sminuire, dal momento che gli elenchi regionali sono stati pensati per operare esclusivamente in via residuale. Si fa ricorso alle assunzioni dagli elenchi regionali unicamente nel momento in cui tutte le graduatorie di merito siano completamente esaurite. Se ci sono ancora posti vacanti e disponibili, ecco che si fa ricorso agli elenchi regionali.

In virtù di questo meccanismo, si farà riferimento prima all’assunzione di tutti i vincitori e degli idonei che rientrano nelle percentuali previste. E’ il classico esempio del 30% dei concorsi PNRR.

Il rischio di essere scavalcati

Nel caso in cui si verifichi l’esaurimento totale delle graduatorie di merito, si fa ricorso all’elenco regionale. Ecco perché non è privo di fondamento il timore di chi ipotizza che in molti casi a questa procedura non si faccia nemmeno ricorso. Uno scenario probabile è che non si arrivi ad avere contemporaneamente graduatorie esaurite e posti ancora liberi.

Gli idonei che non rientrano nel 30% previsto possono iscriversi nell’elenco regionale anche nella propria regione. Ben sapendo che candidati di altre regioni con punteggio più alto possano scavalcarlo.