Trasformazione organico di fatto in organico di diritto: ogni docente stabilizzato costerebbe allo Stato solo 715 euro in più

Uno degli obiettivi dei sindacati indicati da tempo e più volte al ministero come soluzione al precariato (da affiancare ad altre misure come i concorsi e il doppio canale di reclutamento docenti), è la trasformazione dei posti in organico di fatto in organico di diritto.

Le conseguenze per le Gps

Una delle perplessità che comporta ancora un rinvio di un provvedimento simile da parte del ministero, è che possa avere delle conseguenze negative sulle graduatorie GPS. Una corrente di pensiero paventa la possibilità che se i posti in organico di fatto venissero trasformati in organico di diritto, le GPS potrebbero perdere valore o addirittura eliminate.

Una possibilità che i sindacati hanno più volte smentito, assicurando che anche in caso di trasformazione dei posti in organico di fatto in posti in organico di diritto, le GPS continuerebbero a esistere e non perderebbero valore. Il motivo è semplice: anche con questo nuovo scenario, non verrebbero meno le situazioni che generano disponibilità temporanee come le aspettative i congedi e simili.

Un provvedimento simile avrebbe effetti notevolmente positivi, considerato che la stabilizzazione del personale aumenterebbe, a beneficiarne i diretti interessati e in generale tutto il sistema scolastico cui sarebbe garantita maggiore continuità e qualità.

I costi per lo Stato

Secondo dati recenti in possesso dei sindacati, stabilizzare un docente costerebbe allo Stato circa 715 euro in più. Una cifra non eccessiva e sostenibile per il Governo, soprattutto in proporzione ai benefici che porterebbe alla stabilità dei dipendenti coinvolti e al funzionamento generale del sistema scolastico.

Il problema del precariato andrà affrontato, come spiega il segretario generale della UIL Scuola Giuseppe D’Aprile, critico nei confronti del ricorso sistematico alle supplenze: “La scuola ha bisogno di tempi certi e di assumere a tempo indeterminato tutti i docenti specializzati, attingendo non solo dai concorsi ma anche dalle graduatorie provinciali per le supplenze. Solo così sarà possibile restituire dignità ai lavoratori e qualità al sistema educativo”.