Abuso di contratti a termine, precari hanno diritto al risarcimento anche se partecipano e superano un concorso scuola

Il tema dell’abuso dei contratti a termine continua a tenere banco soprattutto da quando Bruxelles ha imposto al nostro Paese di ridurre il ricorso a questa pratica che costituisce un danno per i docenti precari coinvolti e per gli studenti penalizzati dalla mancanza di continuità didattica.

Le pronunce della Cassazione

Non è più solo una questione teorica, ma anche pratica, grazie alle due recenti pronunce che hanno sancito l’obbligo di risarcire i docenti vittime di questa pratica che va contro i principi europei. Si tratta della pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la causa n. 282-2019 del 13 gennaio 2022 e quella della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18698/2022.

Due pronunce che hanno sancito il diritto al risarcimento per chi è vittima di ricorso reiterato ai contratti a termine, senza procedure di stabilizzazione efficaci. Una pratica che configura un abuso contrario alla direttiva 1999/70/CE e comporta il diritto a un risarcimento.

Il diritto al risarcimento

In vista del prossimo concorso scuola Pnrr 3, i docenti che intendono partecipare e iscriversi (scadenza domande entro il 29 ottobre) hanno il dubbio che il diritto al risarcimento per abuso di contratti a termine possa venir meno in caso di superamento di un concorso scuola.

In realtà superare un concorso non fa venir meno il diritto al risarcimento. Lo ha sancito la stessa Corte di Cassazione, con una sentenza del 2022, ribadendo che “né l’indizione né il superamento di un concorso eliminano l’abusiva reiterazione dei contratti a termine”.

Questo significa che chi è stato oggetto di un abuso nella successione dei contratti, anche se poi è stato immesso in ruolo tramite concorso “mantiene comunque il diritto al risarcimento”.