Concluso il primo bollettino di nomine Gps mediante algoritmo, con alcuni uffici scolastici che hanno già provveduto al secondo (la gran parte dei secondi turni di nomina arriverà la prossima settimana) è già tempo di bilanci da parte dei docenti e dei sindacati. La situazione non è peggiorata rispetto agli altri anni nonostante l’impattante novità della conferma del docente di sostegno su richiesta della famiglia, ma non si può certo dire sia migliorata.
Migliaia di precari senza cattedra
Qualche anticipo sulle tempistiche, grazie ai 58mila destinatari della continuità che hanno svuotato i turni di algoritmo successivo allo zero, ma alla vigilia dell’avvio delle lezioni sono ancora decine di migliaia i docenti precari senza cattedra, il cui significa una cosa sola. Decine di migliaia di alunni inizieranno le lezioni senza un docente in aula, compresi i docenti di sostegno, situazione se possibile ancora più grave.
Tra chi auspica il ritorno delle nomine in presenza, ricordandole come sistema più efficace e trasparente (addirittura più veloce) e l’Anp che plaude alla nuova norma sulla conferma del docente di sostegno su richiesta della famiglia addirittura auspicando l’estensione della chiamata diretta da parte delle scuole per tutti i supplenti, Anief insiste sulla necessità di ridurre il fenomeno della supplentite, puntando auna riforma del reclutamento del personale scolastico, anche per gli Ata.
Il doppio canale di reclutamento
Inevitabile il riferimento al ritorno al doppio canale di reclutamento, che consentirebbe di stabilizzare un gran numero di docenti in Gps e che permetterebbe poi di procedere con un piano di immissioni in ruolo straordinario su tutti i posti vacanti e disponibili.
Il riferimento è alle 100.000 cattedre in deroga, che scadranno il 30 giugno, da spostare nell’organico di diritto. In questo modo si potrebbe assegnarle ai ruoli. Una necessità che si fa ancora più pressante se si considera che è in arrivo un nuovo esercito di specializzati in virtù del nuovo ciclo di Tfa e dei nuovi corsi Indire che consentiranno la specializzazione abbreviata sul sostegno per triennalisti e specializzati estero in attesa di riconoscimento.
Gli altri provvedimenti necessari
La strategia che dovrebbe passare per una nuova riforma del reclutamento, dovrebbe prevedere anche l’assunzione a tempo indeterminato di tutti gli idonei dei concorsi vari svolti dal 2020. Il riferimento è alla soglia del 30% già normata, ma evidentemente non sufficiente. Anief sottolinea come nel penultimo anno scolastico ci siano stati 232mila supplenti annuali, il 30% tra i 45 e i 54 anni, con un picco del 10% oltre i 54 anni.