C’è ancora qualche giorno di tempo (in alcuni casi qualche ora di tempo) per ritirare le domande di partecipazione alla procedura di supplenze mediante algoritmo che prenderà potenzialmente (non ufficialmente) il via sabato 23 agosto. Le date utili come termine ultimo per ritirare la domanda di partecipazione sono indicate sui singoli avvisi dei relativi uffici scolastici regionali.
Le date utili
Non c’è dunque una data univoca, ma ognuno deve fare riferimento al proprio ufficio scolastico di riferimento. Oggi si conclude la procedura di mini call veloce, domani invece si perfezionano le assegnazioni provvisorie dei colleghi di ruolo.
Questo rende sabato 23 agosto la prima data utile per avviare il turno zero dell’algoritmo per la continuità didattica. La procedura deve essere completata entro il 31 agosto, stessa scadenza che il ministero ha indicato agli uffici scolastici per la pubblicazione del primo turno ufficiale.
Tra oggi 21 agosto e il 25, indicativamente, si collocano tutte le scadenze per ritirare la domanda di partecipazione alle supplenze per l’a.s. 2025/26. Gli uffici scolastici invitano i docenti coinvolti a provvedere, per garantire la maggior regolarità possibile alla procedura di assegnazione delle supplenze mediante algoritmo ed evitare nomine e turni falsati.
Cancellazione facoltativa
Ricordiamo infatti che la cancellazione dagli elenchi non è obbligatoria, ma una “cortesia” richiesta ai docenti interessati che non prevede alcuna sanzione per chi la ignora.
Eppure dovrebbe essere una procedura obbligatoria, considerate le conseguenze che comporta ignorarla: ritirare la domanda da parte di chi non ha diritto a partecipare alla procedura scongiura il rischio di “false assegnazioni” a docenti che poi non accetterebbero la supplenza avendo avuto altri incarichi.
Penalizzati i docenti nelle posizioni migliori
Il rifiuto comporta infatti il ritorno del posto sarebbe nelle disponibilità del turno successivo, ma falsando i primi turni.
I più penalizzati sono i docenti ben posizionati in graduatoria che si vedono privati di posti potenzialmente graditi: ottengono posti scelti come non prioritari (in alcuni casi vengono addirittura considerati rinunciatari) per poi vedere cattedre inserite tra le prime preferenze assegnate in turni successivi a colleghi posizionati peggio in graduatoria.