Assegnazione docenti alle classi: rischio manipolazioni delle graduatorie, Anac la include tra i processi a maggior rischio corruttivo

Nei giorni clou delle procedure di assegnazione degli incarichi in vista del prossimo anno scolastico, tra immissioni in ruolo, scorrimento prima fascia gps per il ruolo, mini call veloce e avvio dell’algoritmo per le supplenze, fa riflettere la segnalazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), che con la delibera n. 430 del 13 aprile 2016 decide di includere l’assegnazione dei docenti alle classi tra le aree più esposte al rischio di comportamenti scorretti o favoritismi all’interno delle scuole.

I rischi maggiori

Secondo l’autorità, è necessario vigilare con particolare attenzione sul meccanismo dell’individuazione delle cattedre, perchp potrebbe essere gestita con poca trasparenza e rigore, dando luogo a manipolazioni delle graduatorie interne.

Se da un lato la procedura di assegnazione è regolamentata da precisi passaggi normativi, dall’alto lato ci sono molti passaggi che potrebbero essere esposti a comportamento equivoci. Il Consiglio di Istituto è tenuto a indicare i criteri generali per la formazione delle classi e la distribuzione dei docenti (art. 10, c. 4, d.lgs. 297/94). Tocca poi al Collegio dei Docenti proporre soluzioni operative in linea con tali criteri, ma senza indicazioni nominative (art. 7, c. 2, lett. b).

La decisione finale spetta al Dirigente scolastico, che può discostarsi dalle proposte solo in presenza di motivi oggettivi, come la continuità didattica o esigenze legate al PTOF, fornendo una motivazione esplicita per ogni eventuale deroga.

Obbligo di trasparenza e riferimenti giurisprudenziali

L’ANAC per scongiurare il rischio di corruzione, raccomanda alle scuole di pubblicare i criteri adottati, le graduatorie interne aggiornate e i provvedimenti finali di assegnazione. Minori saranno i margini lasciati ai singoli indicidui per prendere decisioni discrezionali non giustificate, minori saranno i pericoli di ingiustizie. Al contrario, in caso di poca trasparenza si può alimantare il contenzioso.

In giurisprudenza, la Corte di Cassazione (sent. n. 11548/2020) ha stabilito che un’assegnazione disposta dal dirigente senza confronto con gli organi collegiali è da ritenersi illegittima. Lo sostiene anche il Tribunale di Potenza con la sentenza n. 60/2022, che ribadisce il vincolo al rispetto delle deliberazioni interne.

Secondo Anac i pericoli principali sono favoritismi nella scelta delle classi o dei plessi, graduatorie interne non pubblicate o di difficile lettura, assegnazioni arbitrarie, non supportate da motivazioni oggettive.