Cosa aspettarsi dal prossimo rinnovo di contratto scuola che dovrebbe essere firmato all’inizio del 2025. Innanzitutto c’è da dire che le tempistiche sono tutt’altro che certe, considerato che sono molti i punti che ancora tengono distanti ministero e sindacati. Si deve discutere ancora della mobilità e soprattutto delle questioni economiche.
Le disponibilità economiche
In questo senso i sindacati hanno idee molto chiare, bisognerà vedere se sarà possibile conciliarle con le disponibilità economiche del ministero in base alle indicazioni del Governo.
Il prossimo contratto prevede aumenti del 6%. Il problema è che alla vigilia delle festività natalizie, con le contrattazioni di fatto bloccate, ancora non è stato certificato l’atto di indirizzo unico che riguarda sia il MIM che il MUR.
I 3mila euro di arretrati
Una volta sbloccata questa situazione, l’ARAN potrà convocare i sindacati. Questa prospettive dovrebbe consentire di erogare in busta paga ai docenti aumenti di 150 euro lordi al mese per il 2025, 70 euro netti per il 2024 e qualche spicciolo per il 2022-2023. Tutto ciò comporta che l’indennità di vacanza contrattuale, cioè i 3000 euro di arretrati, venga integrata una volta firmato il contratto.
La buona notizia è che il governo ha già stanziato risorse per il contratto 2025-2027 e per il 2028-2030. La previsione è di aumenti complessivi del 16% entro il 2030. Il problema è che nel frattempo aumenterà anche l’inflazione, che in base alle stime attuali dal 2025 al 2030 dovrebbe aumentare del 6%. Questo significa che i contratti dovranno tenere presente anche questi rincari, altrimenti i docenti ci andranno ancora a perdere.
Il recupero del 2013
Le priorità dei sindacati prevedono anche il recupero del 2013, che può essere pagato grazie a una sentenza della Cassazione. Poi c’è la necessità di recuperare l’indennità di vacanza contrattuale per il 2022-2023-2024. Solo allora sarà possibile e sensato firmare il nuovo contratto con gli aumenti previsti.
