Scuola

Permessi retribuiti docenti tempo determinato 2024: supplenti hanno diritto ad averli senza riproporzionamento

La questione del permesso retribuito per tre giorni all’anno è una delle novità più significative contenute nel recente contratto CCNL 2019/2022. Una novità anche oggetto di alcune incomprensioni, come è inevitabile, dato l’elevato numero di soggetti coinvolti nel mondo della scuola. Ricordiamo infatti che i tre giorni di permesso retribuito sono riservati sia al personale docente che al personale ATA a tempo determinato.

Il calcolo

Oggetto di dubbio e discussione in queste settimane che ci dividono dalla firma del nuovo contratto, è la decorrenza del diritto ai permessi. In molti infatti hanno sollevato il dubbio circa la possibilità che si tratti di permessi da intendersi come calcolati sulla base del servizio.

La normativa prevede che gli effetti di questa nuova legge decorrono dal giorno successivo alla data di stipulazione, salvo diversa prescrizione del presente contratto. Tradotto in parole povere, non conta che il testo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 8 febbraio. Infatti è in vigore già dal 19 gennaio 2024.

Basta l’autocertificazione

Altro punto importante riguarda il fatto che, come ha chiarito Aran, i permessi non vanno riproporzionati. Questo in quanto non conta il giorno di decorrenza del CCNL quanto la tipologia del contratto in essere nel momento di inizio della vigenza. Non è importante dunque se siamo al cospetto di un contratto a tempo determinato per l’intero anno scolastico (31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (30 giugno).

In definitiva il diritto è di tre giorni di permesso retribuito nell’anno scolastico, per motivi personali o familiari, documentati anche mediante autocertificazione. E’ un diritto riservato al personale docente, educativo ed ATA assunto con contratto a tempo determinato per l’intero anno scolastico (31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), compreso il docente assunto con contratto di incarico annuale per l’insegnamento della religione cattolica.

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