Scuola

Dpcm 60 cfu Gazzetta ufficiale: pubblicazione a fine settembre sblocca i percorsi abilitanti

Settembre promette di essere un mese particolarmente significativo e importante per il mondo della scuola. Oltre alla fisiologia ripresa delle attività didattiche, il mese che sancisce l’inizio dell’anno scolastico potrebbe essere contrassegnato in questo 2023 dall’emanazione del bando di concorso straordinario ter riservato ai precari e dalla pubblicazione dell’atteso DPCM sulla formazione iniziale degli insegnanti, attuativo del Pnrr.

Il futuro dell’abilitazione

Secondo fonti vicine al ministero, il decreto che sbloccherebbe di fatto il nuovo corso di abilitazione alla professione docenti dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale il prossimo 25 settembre.

Sarà il passaggio decisivo che consentirà all’Anvur (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario) di approvare ufficialmente le Linee guida sui requisiti di accreditamento iniziale dei percorsi di specializzazione per gli insegnanti. Fino ad allora tutto resta bloccato, e di conseguenza restano bloccati anche i concorsi ordinari.

Il possesso dei cfu

Invece con la pubblicazione del DPCM si sbloccano i tanto attesi percorsi formativi nelle università. Con questi percorsi sarà possibile accedere ai 60 crediti formativi universitari (CFU) senza i quali non si può accedere ai concorsi e quindi all’insegnamento. Dei 60 cfu richiesti, almeno 30 CFU dovranno essere posseduti prima della partecipazione ai concorsi. La nuova stagione dei concorsi ordinari è prevista a partire da marzo del prossimo anno.

Per gli anni accademici 2023/2024 e 2024/2025, fino al 50% delle attività potranno essere svolte a distanza, ad esclusione di tirocini e laboratori.

I requisiti dei corsi

Non si potrà prescindere nell’organizzazione di questi concorsi dall’istituzione del direttore del percorso formativo. Si tratta di una figura che dovrà essere ricoperta da un professore di ruolo di I o II fascia.

Ogni percorso attivato avrà fino a 1000 studenti. Dovranno essere previsti almeno due docenti afferenti a settori scientifici comuni e uno specializzato nel settore specifico del percorso. Se i percorsi superano i 1000 studenti, serviranno due docenti ogni 500 studenti supplementari. Almeno due docenti per percorso devono appartenere ai ruoli dell’istituzione.

Gli altri parametri

Diversi i parametri invece inerenti la didattica a distanza: in questo caso la normativa prevede un tutor tecnico e un tutor disciplinare ogni 250 studenti, purchè dispongano di almeno una laurea magistrale e specifica esperienza nel campo. Regolamentata anche la didattica in presenza: a tal proposito, è richiesto che il numero di posti in aula sia almeno pari al numero degli studenti iscritti.

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