Scuola

Sanzioni disciplinari docenti: polemica per i poteri interamente in mano ai dirigenti scolastici

Si torna a parlare della proposta ARAN, che non ha trovato riscontro favorevole nei sindacati, di dare maggiori poteri ai dirigenti scolastici sulle sanzioni disciplinari ai docenti. Difficile che nell’ambito del rinnovo della parte normativa del contratto scuola già scaduto, si possa arrivare a trovare un accordo in tal senso.

Rinnovo della parte normativa

Ricordiamo che la trattativa per la parte giuridica del CCNL scuola 2019-2021 andrebbe a completare quel rinnovo già avvenuto sulla parte economica alla fine dello scorso anno, e che ha permesso al personale scolastico di ottenere aumento di stipendio, sia pur risicato, che arretrati in busta paga, inferiori alle attese.

Gli ultimi incontri all’ARAN sono stati occasione per discutere della responsabilità disciplinare del personale del comparto. In particolare, sul tema delle sanzioni disciplinari, l’ARAN propone l’applicazione dell’art. 55-bis del DLgs 165/2001. Questo comporterebbe per il dirigente scolastico maggiori poteri disciplinari competente per i procedimenti disciplinari relativi al personale docente.

I poteri al dirigente scolastico

La conseguenza sarebbe dare ai presidi la possibilità di comminare la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio fino a 10 giorni. I sindacati sono in totale disaccordo con questo tipo di visione, e l’hanno fatto sapere rifiutando di arrivare a un accordo in tal senso.

I sindacati ritengono inaccettabile che il dirigente scolastico vesta contemporaneamente i panni del Pubblico Ministero e del Giudice nello stesso processo. Processo a carico, in questo caso dei docenti. In questo modo, il dirigente scolastico che dovesse vestire i panni del giudice con il compito di comunicare sanzioni da loro stessi proposta, limiterebbe profondamente il rapporto tra la funzione dirigenziale e la libertà di insegnamento del docente.

Organismo collegiale terzo

Libertà di insegnamento che costituisce un principio garantito dalla Costituzione. Secondo i sindacati a giudicare una contestazione di addebiti comunicata dal dirigente scolastico dovrebbe essere un organismo collegiale terzo rispetto al dirigente. In questo modo verrebbe assicurata una procedura più regolare e trasparente che garantirebbe la libertà di insegnamento del docente altrimenti limitata.