Graduatorie Gps e supplenze

Gps scuola: come funziona l’assunzione docenti 2023 da graduatorie sia di sostegno che da posti comuni

Una risoluzione a breve termine del problema del precariato e dell’insufficienza di insegnanti nelle scuole italiane che porta a un massiccio ricorso alla supplentite sarebbe costituito dall’assunzioni di docenti per l’anno scolastico 2023/24 tramite Gps.

Tutto fermo alla scorsa estate

La volontà del ministero è quella di intraprendere subito una nuova stagione dei concorsi, con cadenza regolare e struttura semplificata come voluto dal decreto Brunetta risalente alla passata legislatura. Ma si sa che per quanto si possano accelerare le tempistiche e semplificare le procedure, quello dei concorsi è comunque un iter che richiede diversi mesi di attuazione.

Soprattutto in considerazione del fatto che la nuova riforma del reclutamento che dovrebbe gestirli, non è nemmeno partita, in attesa di quei decreti attuativi fermi dalla scorsa estate e che hanno bloccato l’avvio dei percorsi abilitativi universitari da 60 Cfu. Per i quali ci sono ancora molte decisioni da prendere, a cominciare dai contenuti, per proseguire con i costi e l’eventuale accesso a numero chiuso o meno.

Assunzione dei docenti dalle GPS

Per questo si potrebbe proseguire con l’assunzione dei docenti dalle GPS, le graduatorie provinciali per le supplenze, costituite con OM n. 112 del 6 maggio 2022. A far propendere per questa possibilità, il fatto che le graduatorie non saranno aggiornate prima del 2024 e che a breve agli elenchi già costituiti si affiancheranno gli elenchi aggiuntivi alla prima fascia.

Assunzioni da GPS sostegno

In questo senso c’è il parere favorevole del Ministero, che ritiene una buona idea riprendere la strategia utilizzata dal DL 73/2021 con assunzione con contratto a tempo determinato, anno di prova e formazione, ruolo.

Va anche detto che la proposta del Ministero si riferisce unicamente ai posti di sostegno, ovvero a docenti che hanno conseguito nella quasi totalità dei casi la stessa tipologia di specializzazione.

I sindacati spingono perchè la stessa procedura possa consentire l’assunzione per posti comuni, anche da seconda fascia.

Assunzione con riserva da seconda fascia

Anief: “Dopo positiva valutazione del percorso annuale di formazione e prova il docente, in possesso di abilitazione all’insegnamento o di specializzazione, è assunto a tempo indeterminato e confermato in ruolo. La conferma nei ruoli per i candidati assunti con riserva dalla seconda fascia avviene soltanto dopo il conseguimento
dell’abilitazione o della specializzazione su posti di sostegno.

Gli aspiranti inseriti nella seconda fascia delle graduatorie provinciali per le supplenze sono ammessi in sovrannumero ad appositi corsi universitari annuali di abilitazione e specializzazione. Al termine dell’anno di specializzazione le università accordano, sulla base di un esame finale, il conseguimento dell’abilitazione o della specializzazione per le attività di sostegno. La negativa valutazione dell’esame finale consente la reiterazione del percorso”.

No ai concorsi

Se la proposta dovesse passare anche per i posti comuni, nel caso della prima fascia GPS sarebbe necessario prendere in considerazione tutte le tipologie di abilitazione, comprese quelle conseguite senza selezione in ingresso.

Ancora più complicato imbastire una strategia che possa ricomprendere anche la seconda fascia GPS. Andrebbe a influire sul percorso di abilitazione.

Restano invece freddi i sindacati circa la questione dell’avvio di nuovi concorsi docenti. Le ultime esperienze non depongono a favore di questo strumento di reclutamento: “No e neanche grazie, si sono dimostrati inutili e non risolutivi. Si ritorni al doppio canale con l’utilizzo delle GPS. Questa la risposta, a caldo, secca, durante il confronto sul reclutamento degli insegnanti della delegazione”: così Marcello Pacifico, presidente Anief.

Doppio canale di reclutamento

“Dal 2015 ad oggi – spiega il sindacalista -, ci sono state ben cinque procedure concorsuali straordinarie e riservate e il numero dei precari è raddoppiato. Per questo abbiamo detto no come Anief a nuovi concorsi per i precari“.

Per questo, “bisogna ritornare alla logica del vecchio doppio canale di reclutamento, con l’utilizzo laddove le GAE sono esaurite delle GPS di 1a e 2a fascia. Soltanto così si può rispondere all’esigenza di avere tutti gli insegnanti in cattedra e coprire le 70mila immissioni in ruolo promesse a Bruxelles“.

“Stiamo lavorando – dichiara Pacifico- con Ufficio legislativo Anief a una proposta che risponda ai rilievi di #EuropeanUnion sulla necessità di orientare le risorse del PNRR a una specifica formazione iniziale, alla procedura di infrazione attivata da european commission e alla denuncia di Anief accolta dalle istituzioni europee (Comitato europeo dei diritti sociali e Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa) sull’abuso dei contratti a termine da parte dello Stato italiano nei confronti del personale docente“.