Scuola

Sciopero 30 maggio 2022 scuola: assunzione in ruolo certa dei più giovani e dei precari e deroga alla contrattazione nella gestione del salario accessorio

Il silenzio che accompagna le richieste di modifica al sistema di reclutamento docenti, non giocano certo a favore dell’abbassamento dei toni tra ministero e sindacati. Lo sciopero del 30 maggio ormai sembra inevitabile e in ogni caso non verrà revocato. Quello che accadrà dopo è difficile dirlo, ma si preannuncia una fine di anno scolastico particolarmente complicata che potrebbe portare anche a difficoltà nello svolgimento corretto degli esami che coinvolgono i vari gradi di istruzione.

Pochi margini di trattativa

Secondo quanto riferito dal ministro dell’Istruzione, in audizione al Senato, non ci sono molti margini di trattativa in merito alle modifiche del Decreto Legge n. 36 con cui il Governo vuole introdurre nuove modalità di reclutamento e formazione permanente dei docenti che a detta del ministro “non si sottrae alla contrattazione collettiva”.

I sindacati non ci stanno e tirano diritto per la loro strada, anche in vista dello sciopero di fine mese che costituirà un momento importante. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “il sindacato ha chiesto con gli emendamenti suggeriti di semplificare il reclutamento e il doppio canale”, visto che 200mila precari che oggi tengono in piedi la scuola vengono totalmente ignorati.

Deroga alla contrattazione

“Abbiamo presentato delle proposte di modifica al nuovo sistema di formazione annuale degli insegnanti – incalza il sindacalista – che rendono certa l’assunzione in ruolo dei più giovani e dei precari. Chiediamo poi di introdurre una deroga alla contrattazione nella gestione del salario accessorio, per non procedere con tagli e risparmi per la formazione incentivata degli insegnanti che deve comunque avvenire in orario di servizio”.

“Le proposte del sindacato – continua il suo presidente – non vanno contro le indicazioni europee ma a favore di quella raccomandazione del Comitato dei ministri del Consiglio Ue a seguito della denuncia da noi presentata al Comitato europeo dei diritti sociali e da esso accolta, al fine di risolvere la procedura di infrazione pendente dal 2014 sull’abuso di precariato scolastico nel nostro Paese. A questo punto – conclude Pacifico – il ministro Patrizio Bianchi faccia le sue valutazioni e il Parlamento le sue scelte”.