Scuola

Rinnovo contratto scuola 2022: il paradosso se venisse approvato domani

Lo sciopero generale della scuola, programmato per lunedì 30 maggio, è la testimonianza di un comparto in sofferenza e che si sente per l’ennesima volta tradito e deluso dalle istituzioni. La riforma del reclutamento, scritta e varata senza tener conto del parere e delle critiche di forze politiche e sindacati, ha prodotto un malcontento che si trasformerà nelle proteste di fine mese.

Un contratto già obsoleto

Non c’è solo il tema della riforma del reclutamento ad agitare gli animi dei sindacati. Sul tavolo c’è anche il tema del rinnovo del contratto scuola, di cui ormai nemmeno si parla più nonostante sia scaduto da mesi e nonostante, anche qualora venisse approvato domani, nascerebbe già obsoleto. In attesa del pagamento degli arretrati che spetterebbero al personale della scuola.

E’ in generale la direzione che sta prendendo il mondo della scuola a non convincere i sindacati, fiduciosi che i due anni di pandemia avrebbero consentito un nuovo modo di concepire il mondo dell’istruzione, e che invece devono ancora una volta fare i conti con prospettive tutt’altro che benevole:

Marcello Pacifico, presidente Anief, a Orizzonte scuola Tv ha dichiarato: “Abbiamo fatto un primo sciopero per far capire che il mondo della scuola non ci sta. Va mandato un messaggio unitario, diciamo sì a chiunque crede che questa riforma va cambiata. Questi concorsi straordinari, riservati, non hanno portato al risultato di assumere i precari, perché sono stati gestisti male, come nel caso dei quiz. Bisogna snellire le procedure di reclutamento. Tuteliamo i nostri precari”.

Stabilizzazione dei precari con più di tre anni di servizio

Il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso: “Abbiamo il dovere di ascoltare il grido di allarme lanciato dai sindacati sulla necessità di reperire ulteriori risorse da destinare al mondo della scuola. Lo sciopero proclamato dalle sigle più rappresentative per il 30 maggio è un chiaro segnale che l’interlocuzione portata avanti dal Governo negli ultimi mesi non ha prodotto l’auspicato avvicinamento tra le parti. Ci sono almeno un paio di questioni su cui mi spenderò personalmente per ottenere un’apertura da parte del ministero dell’Economia: l’adeguamento delle retribuzioni degli insegnanti, che vivono storicamente una condizione di minorità salariale rispetto ai loro colleghi europei; la stabilizzazione dei precari con più di tre anni di servizio, su cui anche l’Europa ci ha più volte sollecitato a intervenire per sanare una palese violazione delle normative”.