Scuola

Sciopero scuola 25 marzo 2022: chi partecipa, tutte le motivazioni

Sciopero scuola confermato per l’intera giornata del 25 marzo 2022. Si ferma tutto il personale del comparto “Istruzione e Ricerca” e dell’Area dirigenziale, i docenti universitari e tutto il personale della formazione professionale e delle scuole non statali. Lo sciopero è stato proclamato da ANIEF, SISA, FLC CGIL per tutto il personale dirigente, docente, educativo ed Ata. Lo sciopero è anche stato confermato da una nota il ministero dell’istruzione.

Chi partecipa allo sciopero

Prenderanno parte allo sciopero:
SISA – Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente: per tutto il personale docente, dirigente ed ata, di ruolo e precario, in Italia e all’estero;
ANIEF – per tutto il personale docente, Ata ed educativo, a tempo indeterminato e determinato, delle istituzioni scolastiche ed educative;
FLC CGIL – tutto il personale del comparto istruzione e ricerca e dell’area della dirigenza.

Le parole del ministro Bianchi

“Non è probabilmente un caso se alle porte del nostro sciopero di venerdì prossimo, 25 marzo, il ministro Bianchi si è detto finalmente disposto ad aprire il tavolo sul contratto e sul reclutamento”: lo sostiene Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi circa i diritti dei lavoratori della scuola. Per il ministro è arrivato “il tempo di trovare nell’ambito del contratto una possibilità di ricomposizione che deve partire dal punto fondante che la scuola è il perno della società democratica”.

I motivi dello sciopero

Lo sciopero del 25 marzo è motivato dalla necessità di risolvere questioni come il reclutamento dei precari, la parità di diritti dei supplenti rispetto al personale di ruolo, l’adeguamento delle scuole ai bisogni emergenziali e ordinari, come lo sdoppiamento delle classi e l’aumento di organici, l’attenzione per il personale Ata, i Dsga facenti funzione, gli educatori e tutte quelle professionalità della scuola sinora messe all’angolo: “Speriamo sia la volta buona – dice il leader dell’Anief -. Noi intanto venerdì scioperiamo ancora una volta: è la terza in quest’anno scolastico, dopo il 10 dicembre scorso e il primo giorno delle lezioni a settembre in ogni regione. Ci fermiamo per ricordare al Governo di dare le giuste risposte a problemi irrisolti, a partire dall’adeguamento stipendiale per tutti che copra gli almeno i 6 punti percentuali di inflazione che comunque in vita anche dopo l’aumento del rinnovo contrattuale”.