Scuola

Riforma reclutamento docenti 2022: come cambiano concorsi e immissioni in ruolo

Il 2022 sarà l’anno della riforma del reclutamento dei docenti, con ogni probabilità varata prima dell’estate. Su questo tema il ministro Bianchi gioca una partita importante, avendo ampiamente criticato il sistema attuale, ritenuto inadeguato. Per questo le aspettative sono alte, sia in termini qualitativi che quantitativi. La scuola italiana è a un bivio: la pandemia ha offerto un’occasione importante di svolta, mettendo a nudo tutte le problematiche esistenti. In questo senso la lotta al precariato e alla supplentite si lega a doppio filo a quella della riforma del reclutamento.

Formazione iniziale dei docenti

Il ministro Bianchi punta su modifiche alla formazione iniziale dei docenti e a interventi che ne caratterizzino l’evoluzione della carriera. La tempestiva nomina del personale docente, su posti comuni e di sostegno, e la semplificazione delle procedure concorsuali per l’immissione in ruolo sono passaggi fondamentali in questo senso.

La semplificazione dei concorsi è stata già avviata, ed è finalizzata all’attuazione di concorsi con cadenza annuale, pandemia permettendo.

La nuova struttura dei concorsi

I nuovi concorsi sono articolati, avendo detto addio alle prove preselettive, in:

  • prova scritta con più quesiti a risposta multipla (non pubblicati preventivamente), volti all’accertamento delle conoscenze e competenze del candidato sulla disciplina della classe di concorso o tipologia di posto per la quale partecipa, nonché sull’informatica e sulla lingua inglese. La prova è valutata al massimo 100 punti ed è superata da coloro che conseguono il punteggio minimo di 70;
  • prova orale;
  • valutazione dei titoli.

Il passaggio finale è la creazione delle graduatorie in base ai posti messi a concorso.

Le immissioni in ruolo dei vincitori

Le immissioni in ruolo dei vincitori, nel limite previsto dal bando di concorso per la specifica regione, classe di concorso o tipologia di posto, in caso di incapienza dei posti destinati annualmente alle assunzioni, possono essere disposte anche negli anni scolastici successivi, sino all’esaurimento della graduatoria, nel limite delle facoltà assunzionali disponibili per i concorsi ordinari.